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27.7.23

Dolcissima angelica creatura, sacerdotessa d'amore

"Sinéad è stata la persona più gentile che abbia mai incontrato in vita mia." 
   (
Kala Jackson Craft)

Perché sei così timida e fragile, Sinead ?
Perché sei così pazza e così piena di rabbia? 
Perché quella testa rasata?
Perché quei troppi tatuaggi che deturpano la tua bellezza?
Perché quel vestito da prete?
Perché quel tuo nome strano, Shuhada Sadaqat, e quel velo da donna musulmana?
Perché tante volte hai tentato di toglierti la vita?
Perché ti sei ridotta così, come una vecchia megera sola e triste in una stanza di motel?  

17.7.23

Jane è uscita di scena


La strada del lampionaio s'è fatta più buia senza la sua scandalosa musa. Ora di lei i giornali scrivono: 

Stefano Mannucci: creatura dell'Empireo... votata allo scandalo (come la prozia che era stata la love story del Principe di Galles, che poi divenne il Re che abdica per amore) ... era la dea androgina della Swinging London ...una notte a Pigalle abbandonata sul marciapiede, abbigliata da sgualdrina, perché lei voleva sentirsi come le prostitute che, di lì a due minuti, la cacceranno via

Ilaria Mauri: la ragazzina sexy che ha lasciato il suo segno nel cinema (da Antonioni a Tavernier, da James Ivory a Rasnais), nella moda (la borsa di Hermes), nella musica (Je t'aime, moi non plus) nell'impegno sociale (ambasciatrice di Amnesty International) e... nei nostri turbamenti adolescenziali
 
Jennifer Radulovic: ossessione angelica e conturbante dell'ultimo poeta maledetto, che lei ha usato e buttato via, senza mai dimenticarlo. E' stata la donna che, senza saperlo, riuscì a decriptare il mistero oscuro della genialità, riuscì a scrutare l’immensità nera del tormento, ma lo fece con delicatezza impalpabile. Perché lei, solo lei, aveva quella bellezza che si dipana da forme e lineamenti apparentemente splendidi, ma poi si incarna in anima e in intelligenza, in umanità e in gioia... a me, che di mestiere faccio la storica e mi occupavo di battaglie, posso affermare senza mezzi termini che è stata Jane Birkin a insegnarmi a fare il mio lavoro... a capire quanto le congiunture della vita siano sempre imprevedibili: la storia, infatti, non è la riflessione del passato per il futuro, ma il tentativo di comprensione della natura umana.

Il disco proibito era nel baule di Domenico, tra poster e giornaletti sconci, nella cameretta a cui si accedeva dallo splendido salone di casa Forlani. Luogo di intriganti scoperte per noi che eravamo ancora bambini.

10.11.21

La musa dei geek

E' stata la playgirl di novembre del 1972. Una delle tante conigliette messe in mostra su Playboy, ma quel suo ritratto davanti allo specchio, col cappello e lo sguardo da cerbiatta, è diventato l'immagine scelta per testare i sistemi elettronici di elaborazione delle immagini. Lei è diventata la prima donna del mondo virtuale. Furono i ricercatori della University of Southern California a scegliere quella foto.

La modella si chiamava Lena Soderberg, una ragazza svedese di 21 anni. Sulla rivista la presentarono come Lenna Sjooblom. 

Per il web Lena è la Eva primordiale, l'archetipo della femminilità cristallizzata sugli schermi.

26.12.20

Lee Miller, una musa con la Rolleyflex

Lee Miller diceva di se stessa: "angelo fuori, diavolo dentro". 

Difficile da credere, guardando le sue foto, nonostante il dolore che sicuramente si portava dentro.

Serena Dandini le ha dedicato un libro che prende spunto da una fotografia di David Sherman che la ritrae dentro la vasca di Hitler, ma nel libro la fotografia non c'è, nessuna fotografia della bellissima Lee.

Elizabeth (Lee) Miller nella fototessera del 1942 aveva 35 anni. La bellezza assoluta di una diva. Lei che era già stata la musa di grandi artisti come Man Ray, Salvador Dalì e Pablo Picasso, ma non le bastava, volle diventare lei l'artista, fotografa d'arte, ritrattista e reporter di guerra.

 

9.11.19

Scandalosa Jane

L'inserto del venerdì di Repubblica ha messo in copertina la scandalosa diva della beat-generation.

Jane Birkin è stata, giovanissima, la musa della swinging London, poi s'è trasformata nella musa dei francesi.

Figlia di un comandante della Royal navy e di Judith Mary Gamble, l'attrice, apparentemente modesta, che faceva girare la testa agli uomini più potenti del mondo.

Jane fece una comparsa in un film di Antonioni, è stata la timida adolescente ne La Piscina, tra Alain Delon e Romy Schneider, poi è diventata la musa ispiratrice di Serge Gainsbourg che l'ha trasformata nell'icona della Francia libertina, una marianna tra i contestatori del maggio del francese.

‘Je t’aime... moi non plus’

La sua voce ha eccitato i nostri sogni adolescenziali. La sua flessuosa bellezza ci ha incantanto istigandoci alla rincorsa dei miraggi rivoluzionari di quegli anni pieni di vivo entusiasmo.

29.10.19

La scabrosa musa veneziana

Non solo inglesine e francesine, nei favolosi anni '60 abbiamo avuto anche noi una musa, conosciuta come la "ragazza del Piper". Era un locale di Roma frequentato da giovani, lei ne divenne l'idolo. Il Piper in quel periodo fu luogo di pellegrinaggi.  Un autentico aristocratico dal gusto raffinato come Luchino Visconti prendeva ogni volta là un tavolo solo per vederla. Il regista Mauro Bolognini la considerava la donna più bella del mondo. Stiamo parlando di Nicoletta Strambelli, in arte Patty Pravo.

Veneziana scappata a Londra che lasciò dopo breve tempo per rimbalzare a Roma sul palco del Piper. Erano gli anni della Swigging London e forse bastava respiare l'aria pop di quel laboratorio vivente di invenzioni giovanili per riceverne un tocco magico.

Il Piper era stato inaugurato da Shel Shapiro, un inglese arrivato da poco in Italia. Il 15 febbraio 1965, il mio sesto compleanno. Lo stesso anno in cui vedevo i miei amichetti andare a scuola col grembiule nero, il colletto bianco, il fiocco e lo scudetto. Grazia aveva nove anni e mi raccontava favole diverse da quelle che gli adulti racconano ai bambini: in mezzo ai suoi giochi di bambole mi parlava dei blue-jeans e del loro potente significato.

25.10.19

Jean, la musa dei mods

Nell'Inghilterra borghese e conservatrice i giovani degli anni sessanta portarono una ventata di leggerezza, di innovazioni, di colori e di musica. Londra dicentò un laboratorio d'arte e di stile: era la Swinging London, era l'epoca in cui si diffondeva la musica dolce dei Beatles, la voglia di libertà e nelle strade comparivano le prime ragazze in minigonna.

Jane Birkin era ormai fuggita a Parigi e al centro della scena, insieme a Twiggy c'era Jean Shrimpton.

La modella britannica diventò anche il volto femminile della Lambretta, quel gioiello italiano prodotto dalla Innocenti in concorrenza con la Vespa Piaggio.

La Lambretta era il segno di riconoscimento dei Mods, quei giovani dall'abbigliamento ricercato che volevano esere il simbolo della modernità (modernist), che amavano l'emblema della Royal Air Force, indossavano il parka, e viaggiavano con scooter superaccessoriati.

Alle vicende di quegli anni si sonoispirati alcuni film, tra cui "Absolute beginner" (1986) e "Quadriphenia" (1979) che mostra anche la rivalità tra i Mods e i Rockers e rievoca gli scontri di Brighton avvenuti nel maggio del 1964.

31.7.19

La sposa del diavolo

Dita von Teese
Pallida, silenziosa, enigmatica.
Bella come un cameo.
Graziosa come la ballerina che gira sul carillon.

Non l'abbiamo messa nella collezione di figurine del burlesque perché lei è la regina del burlesque.

E' stata, per un certo periodo, in coppia col più diabolico brutto e spaventoso dei musicisti. Probabilmente era anche quello un gioco perché nel burlesque è tutto un gioco. E per stare al gioco l'abbiamo chiamata sposa del diavolo.

Quel gioco, quei costumi, quei trucchi, quelle pose... tutto ci porta a un teatro di maschere che mettono in scena, fuori di noi, quel che confusamente portiamo dentro di noi.



21.7.19

Arte, amore e tragedia di Jaenne Hebuterne

Jeanne s'era ritratta così, con lo sguardo obliquo e un volto senza naso. Forse non le piaceva. Alle donne accade spesso di non piacersi. Accade anche alle più belle, alle muse di grandi ar
tisti. Jeanne Hébuterne è stata la musa, l'amante e la sposa di Amedeo Modigliani. Non le bastava, Jeanne voleva anche dipingere. Sapeva dipingere e ci ha lasciato anche un ritratto del suo Modì. 

 

 

 

14.7.19

La belle dame sans merci

Nel parco ho incontrato una dama.
Camminava con passo leggero,
graziosa come la figlia d'una fata,
s'accarezzava i mordidi capelli
con lezioso tocco delle dita,
e nel suo sguardo brillava 
un guizzo malandrino.

Le imbastii una ghirlanda
ad ornamento del capo,
braccialetti di fiori
e una cintura profumata.

Mi guardò con una dolcezza
che mi parve invito d'amore.
e un dolce gemito
mi fece trasognare.
(...)

Seguii i suoi passi
sognando il sogno della bellezza.
Ah, me sciagurato!
L'ultimo sogno che abbia sognato.
(...)
Mi condusse nella triste dimora
dov'erano re, principi e guerrieri
prostrati come umili servitori:
"La belle dame sans merci
ci ha resi schiavi".

Vittime adoranti boccheggiavano
con labbra dischiuse in un grido
colmo dell'ardore che li consumava.

Ecco dunque perché sono qui,
vagando pallido e solitario,
tra i cespugli e le siepi del parco
dove nessun uccello canta.

La dama mi ha stregato.
Oh, me sciagurato!

Supplicherò anch'io la sua perfidia.
Implorerò il suo capriccioso castigo,
sperando che lei m'infligga
lo strazio estremo della sua voluttà. 

(rielaborazione dei versi di John Keats) 

 

Louise Brooks


Louise Brooks è stata attrice, modella, cantante, ballerina, scrittrice, giornalista, ma soprattutto è stata l'incarnazione di Lulù, la donna fatale, la prima vera diva del cinema. Per molto tempo lei fu per me soltanto una foto, un profilo perfetto, sintesi dell'eleganza femminile. Era l'immagine che ammiravo nei negozi che vendevano poster. In lei era facile riconoscere la Valentina di Crepax che imperava tra i fumetti degli anni '70.

18.1.18

La scugnizza di Limerick

"Lo sanno tutti che Limerick è la città più santa d'Irlanda"   (Frank McCourt)

Annina viveva in Abruzzo e non sapeva niente di Limerick e degli irlandesi, i genitori però l'avevano cresciuta nel cattolicesimo intransigente che incute timori e pudori. 

Mi raccontava la storia dei bambini che ridevano in chiesa come storia peccaminosa. Durante la messa i bambini vedevano uno strano burlone nascosto sotto l'altare. Faceva strane smorfie e gesti volgari. I bambini ridevano. Gli adulti li rimproveravano, ma loro continuavano a ridere. Non sapevano che il buffone sotto l'altare era il diavolo ed era lì per indurli in tentazione e per portarli alla dannazione. 

L'idea che il sorriso di un bambino sia l'inizio della dannazione è una di quelle idee repressive di una religiosità oppressiva. La storia raccontata da mia nonna sembra venire dal pulpito della chiesa redentorista di Limerick e forse da lì è arrivata nella misera casa della contrada Gagliarda.
Il padre di mia nonna, orgoglioso come un vero irlandese, aveva ereditato quella ed altre storie e le raccontava ai suoi figli per conservarli nella fede. 

Anna era nata dal secondo matrimonio di Pasquale Cieri. Era cresciuta come una scugnizza, tra dispetti e furbizie. Si sentiva brutta e maltrattata, finché un giorno, quando aveva circa cinque anni, riuscì finalmente a guardarsi in uno specchio. Si vide piccolina, ma carina, con una bella chioma di capelli neri. Non rossi, come altri della sua famiglia.
Visse un'infanzia molto povera, come quella irlandese dei McCourt. Le fu negata la possibilità di andare a scuola. Conservò sempre un bellissimo ricordo dei suoi pochi mesi nella prima classe delle scuole elementari e della maestra che non avrebbe voluto perdera la piccola alunna.
Aveva una sorella maggiore Teresa, che era figlia di primo letto, e i due fratelli Vincenzo e il piccolo Tommaso.
Per fortuna in quella contrada di poche case non c'era birra per padri ubriaconi, neanche corse di cavalli. Una stanza col caminetto, un tavolo, le sedie, una dispensa e una mesa. Nell'altra stanza c'era un soppalco di legno (lu tavulate) coi materassi. Sotto stavano gli animali. 

9.7.17

La vita spericolata

Vasco Rossi è una rockstar. Per alcuni è l'unica vera rockstar italiana. Ricordo ancora il suo concerto all'Arena di Verona, il 7 settembre del 1985. Mi ero appena trasferito dalla cameretta di via Scrimiari all'appartamento di Borgo Venezia. Guardavo la folla dei giovani in Piazza Bra e mi chiedevo come avesse fatto uno così a diventare una rockstar. Lui, con la sua semplicità, con quell'aspetto spaesato e un po' balordo. 

 

 

24.8.16

Le ultime ninfe ye-ye

L'ultima delle ragazze ye-ye è stata Liò, una Lolita deliziosamente provocante, assolutamente e squisitamente francese, apparsa sulle scene nel 1980.

Avevo vent'anni allora, l'avrei rincorsa fino alla fine del mondo.

Qui sotto vi ripropongo i video di allorae le note fissate per l'eternità.  



7.4.15

La divina marchesa


Luisa Amman era nata a Milano nel 1881 da una famiglia molto ricca con frequentazioni importanti. Da ragazza ebbe modo di conoscere Virginia Oldoini, la contessa di Castiglione, la donna che aveva affascinato i più potenti uomini dell'800.
All'età di diciannove anni Luisa sposò il marchese Camillo Casati Stampa di Soncino e col titolo di marchesa entrò a far parte dell'aristocrazia nobiliare, conobbe Gabriele d'Annunzio con cui ebbe una relazione che suscitò grande scandalo.

D'Annunzio trasformò la sua amante in un'opera d'arte vivente facendo emergere in lei il gusto per le stravaganze e gli eccessi.

La Divina Marchesa, così ribattezzata da d'Annunzio, divenne una protagonista della Belle Epoque, amica e ispiratrice di molti artisti. Di lei abbiamo molti ritratti firmati dai maggiori pittori dell'epoca: Giovanni Boldini, Leon Bakst, Ertè, Alberto Martini, Paget-Fredericks, Edwin ed altri.

Nel 1910 decise di trasferirsi da Milano a Venezia, dove acquistò e fece restaurare il Palazzo Venier dei Leoni, che oggi è la sede del Museo Guggenheim.

3.9.14

La musa della Pop-Art


Se Anita Ekberg sta nell'olimpo hollywoodiano come la dea della più sublime femminilità e Ava Gardner è l'assoluto della bellezza muliebre, cosa sei tu Malilyn?
Sei forse la Minerva? la donna segretamente più intelligente? la più seducente? la più magica?
Di sicuro sei la musa di tutti gli artisti.

2.9.14

La donna assoluta

Tu sei tutto, Sylvia! Ma lo sai che sei tutto, eh? You are everything... everything! Tu sei la prima donna del primo giorno della Creazione. Sei la madre, la sorella, l'amante, l'amica, l'angelo, il diavolo, la terra, la casa... 

Ah, ecco cosa sei: la casa!

[Marcello ne "La Dolce Vita" - 1960 ]


La dolce vita di Fellini è troppo importante perché se ne possa parlare come si fa di solito di un film.

Pier Paolo Pasolini 







22.6.14

La musa celtica (2)


Una vera mura riesce a dare anima anche ai dipinti che non l'avevano, come si vede nella foto realizzata da Annie Leibovitz parodiando un'opera di Van Gogh.

20.6.14

Julianne nel paese degli artisti


Le opere di Egon Schiele trasmettono inquietudine. Sono opere disturbanti di uno spirito tormentato che evidentemente non ricercava la bellezza. Le sue modelle emanano un sensualità cruda e perfino lugubre. Non ve le proporrei se non fosse per Julianne che nello scatto di Peter Lindbergh (2008) ha dato vita e grazia alla ragazza seduta col ginocchio piegato (1918). Staypunk ne ha ricavato un suggestivo disegno: qui.