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| Dita von Teese |
Bella come un cameo.
Graziosa come la ballerina che gira sul carillon.
Non l'abbiamo messa nella collezione di figurine del burlesque perché lei è la regina del burlesque.
E' stata, per un certo periodo, in coppia col più diabolico brutto e spaventoso dei musicisti. Probabilmente era anche quello un gioco perché nel burlesque è tutto un gioco. E per stare al gioco l'abbiamo chiamata sposa del diavolo.
Quel gioco, quei costumi, quei trucchi, quelle pose... tutto ci porta a un teatro di maschere che mettono in scena, fuori di noi, quel che confusamente portiamo dentro di noi.
La psicologia ci insegna che in ogni persona, uomo o donna, si mescolano elementi maschili e femminili, ma ciascuno crea una propria identità ordinando in varia misura i contrapposti elementi e, spesso, lottando tra loro in cerca di un equilibrio.
Il burlesque è un artificio con cui si costruisce la femminilità allo stato puro, si estrae un'essenza. Dita von Teese è un simbolo dell'essenza del femminile.
Al contrario di Marilyn che vediamo quasi sempre solare e radiosa, Dita non sorride mai, non seduce con moine e civetterie. Lei impone con naturale rigorosa severità il suo dominio.
La scelta profonda dell'uomo sarà sempre per un inferno appassionato, piuttosto che per un paradiso inerte. (Guido Ceronetti - Il silenzio del corpo - p.105)





