31.7.19

La sposa del diavolo

Dita von Teese
Pallida, silenziosa, enigmatica.
Bella come un cameo.
Graziosa come la ballerina che gira sul carillon.

Non l'abbiamo messa nella collezione di figurine del burlesque perché lei è la regina del burlesque.

E' stata, per un certo periodo, in coppia col più diabolico brutto e spaventoso dei musicisti. Probabilmente era anche quello un gioco perché nel burlesque è tutto un gioco. E per stare al gioco l'abbiamo chiamata sposa del diavolo.

Quel gioco, quei costumi, quei trucchi, quelle pose... tutto ci porta a un teatro di maschere che mettono in scena, fuori di noi, quel che confusamente portiamo dentro di noi.







La psicologia ci insegna che in ogni persona, uomo o donna, si mescolano elementi maschili e femminili, ma ciascuno crea una propria identità ordinando in varia misura i contrapposti elementi e, spesso, lottando tra loro in cerca di un equilibrio.


Il burlesque è un artificio con cui si costruisce la femminilità allo stato puro, si estrae un'essenza. Dita von Teese è un simbolo dell'essenza del femminile.


Al contrario di Marilyn che vediamo quasi sempre solare e radiosa, Dita non sorride mai, non seduce con moine e civetterie. Lei impone con naturale rigorosa severità il suo dominio. 

La scelta profonda dell'uomo sarà sempre per un inferno appassionato, piuttosto che per un paradiso inerte.       (Guido Ceronetti - Il silenzio del corpo - p.105)