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22.8.20

Nanni Loy, nel cielo sopra di noi

Wim Wenders ha scrutato gli angeli nel "Cielo sopra Berlino" e ha riconociuto il tenente Colombo intento a conversare con qualcuno davanti al chiosco delle bibite, come un alienato che parla da solo. In Italia abbiamo avuto un altro angelo che girava curioso tra la gente, la amava, talvolta la provocava, sempre con una tenerezza infinita. 

Nanni Loy era un angelo disceso dal cielo nostrano, entrava nei bar a intingere il cornetto per fare "la zuppetta", viaggiava in seconda classe, si fingeva un po' tonto, e anche lui, come il tenente Colombo, si trovò a giocare col cinema. Lo fece nei meravigliosi tempi del neorealismo italiano tra ladri e truffatori che erano persone semplici, quasi innocenti.

 

15.4.15

Gli uomini senza volto di Magritte


Nelle opere di René Magritte si trovano spesso uomini senza volto, figure anonime con abiti stereotipati. E' la raffigurazione dell'uomo-massa, l'individuo privo di identità, totalmente spersonalizzato.

5.1.15

La venere di Diego Velasquez


L'unico nudo femminile del grande pittore spagnolo dell'età barocca genera un incantesimo di rara potenza. Una Venere sdraiata col piccolo Cupido che le regge lo specchio.

Il volto è indecifrabile, ma la modella di Velasquez esibisce una bellezza di raro equilibrio, completamente diversa dalle sontuose veneri di età barocca, quell di Tiziano, di Rubens, di Carracci e di Paolo Veronese.

Nel risvolto del post vi propongo alcune visioni e rivisitazioni.

8.3.14

Il nocchiero nel labirinto dei sogni

Ci ha lasciato pochi giorni fa. Alain Resnais è stato il cineasta della Nouvelle Vague, nome che viene associato alla corrente letteraria del Nouveau Roman che ebbe tra i suoi esponenti Alain Robbe-Grillet.
La traduzione italiana è "nuova ondata" o "nuova moda", ma io preferirei tradurre liberamente come "novella vaga" o "nuovo vagare" perché Resnais ci ha insegnato a esplorare territori che si collocano sulla frontiera del sogno e della memoria.

Ero un ragazzino e rimasi letteralmente stregato davanti alle immagini del suo capolavoro cinematografico: "L'anno scorso a Marienbad"

Nell'eleganza ineguagliabile di quel film, e nella sua sublime poesia, c'è un trattato visivo sul funzionamento della nostra memoria, con tutta la vaghezza, l'incertezza e la meraviglia del ricordare e del confondere realtà e immaginazione.