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24.1.21

La matita che riflette il nostro mondo


L'illustratrice americana posta nella sua bacheca di facebook disegni a matita che raffigurano casalinghe sorridenti che ci mostrano le loro succulente pietanze tra gli arnesi di cucina.
Sono immagini che rievocano quelle dei rotocalchi degli anni '50, quando tutto sembrava meraviglioso; però nella stessa collezione ci sono anche immagini mortuarie, scene popolate da scheletri, visioni macabre, volti deformati. 

Tra i due estremi la matita iperrealista di Laurie Lipton riesce a materializzare alcune denunce sociali di grande efficacia.
Qui ve ne propongo alcune in cui la disegnatrice ci costringe a specchiarci nel nostro paradosso, quello in cui siamo stati precipitati quasi inavvertitamente dall'evoluzione della tecnologia. 

Lei ci mostra, meglio di Guy Debord e fin nei minimi dettagli, la verità nascosta dietro la scintillante "società dello spettacolo", ci fa vedere con un solo colpo d'occhio gli effetti del "capitalismo della sorveglianza", ci racconta come la nostra socialità sia ridotta a produzione di "selfie"

 

23.7.20

L'apparizione di Portland

Il lampionaio si aggira sul limitare dei mondi, si sofferma a spiare ninfe e sirene nelle loro apparizioni urbane tra gli umani abitualmente distratti, comprenderete che non può non essere estasiato da questa apparizione di venerdì notte, 17 luglio, a Portland, durante le manifestazioni antirazziste.


10.6.20

Il Nuovo Ordine Mondiale

Molte teorie complottiste attribuiscono alla Spectre l'intenzione di stabilire un NUOVO ORDINE MONDIALE, sogno condiviso da tutti i rivoluzionari, i riformatori e i dittatori. Ognuno ha in mente un proprio schema utile a rimettere in ordine il mondo, poi nessuno ci riesce, ma questo è un dettaglio che si può cogliere solo col senno di poi. 

C'era un nuovo ordine mondiale nella Repubblica di Platone, nell'Utopia di Tommaso Moro, nella Nuova Atlantide di Bacone, nella Città del Sole di Campanella e in ogni ideologia totalitaria. 

Gli opposti totalitarismi del novecento hanno avuto in comune l'antisemitismo. Il nazismo ha tentato il genocidio degli ebrei, ma anche il comunismo ha posto in essere discriminazioni di carattere antisemita. Il filosofo francese Bernard Henry Levy ritiene che ciò sia dovuto al carattere sfuggente degli ebrei. L'ebreo è l'immagine stessa del resistente, del ribelle, del circolante che si sottrae incessantemente ad ogni forma di omologazione e di soluzione finale. 

L'ebreo è una specie di vagabondo che sfugge fantasticamente all'impresa di controllo e ancoraggio e territorializzazione praticata dagli stati moderni. Perciò l'antisemitismo è all'orizzonte di tutte le forme di chiusura e di oppressione.  (B. Henry-Levy)

Le grandi idee totalitarie si propongono come scienza delle rivoluzioni, ma il loro progetto finale rischia di risultare inapplicabile ai soggetti erranti. Anche la società senza classi della visione marxista è una soluzione finale. 

Curiosamente molte teorie complottiste che percepiscono la minaccia di un "Nuovo Ordine Mondiale" progettato da oscuri poteri capaci di ridisegnare i destini del mondo presumono che al vertice del supremo complotto ci siano gli ebrei: la cospirazione dei savi anziani di Sion, le banche dei Rothschild, le logge massoniche governate da satanisti e giudei, il mefistofelico onnipresente George Soros. Strano contrappasso questa attribuzione agli ebrei di ciò che gli ebrei non sopportano.