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8.3.25

Combattenti

I combattenti hanno bisogno di un nemico. Senza un nemico non è facile definire la propria identità. Ma c'è anche chi non cerca l'identità sul passaporto, chi non la cerca aggregandosi ad un gruppo di patrioti, ad una terra da difendere o una stirpe.
C'è chi riconosce il nemico guardando in una sorta di specchio retrovisore.

Al momento di marciare,
molti non sanno,
che alla loro testa marcia il nemico.

La voce che li comanda,
è la voce del nemico.

E chi parla del nemico,
è lui stesso il nemico.


(B. Brecht)

 

Ancor più ingannevole se la voce che ci comanda è una voce di donna.

 

 

Ecco gli elmi dei vinti, abbandonati
in piedi, di traverso e capovolti.
E il giorno amaro in cui voi siete stati vinti
non è quando ve li hanno tolti,
ma fu quel primo giorno in cui
ve li siete infilati senza altri commenti,
quando vi siete messi sull’attenti
e avete cominciato a dire sì”.

(B. Brecht)

L'obbedienza non è più una virtù