23.7.20

L'apparizione di Portland

Il lampionaio si aggira sul limitare dei mondi, si sofferma a spiare ninfe e sirene nelle loro apparizioni urbane tra gli umani abitualmente distratti, comprenderete che non può non essere estasiato da questa apparizione di venerdì notte, 17 luglio, a Portland, durante le manifestazioni antirazziste.



La foto della donna di Portland è stata scattata il 18 luglio all’una e quarantacinque di notte circa. La donna si è avvicinata a pochi metri dai poliziotti schierati in mezzo alla strada, ha puntato il dito contro di loro allungando il braccio davanti a sé, ha fatto qualche passo di danza e poi è andata a sedersi nella posizione in cui la ritrae la foto. Dai video che sono circolati sui social network si vedono alcuni poliziotti sparare proiettili di gomma verso terra per allontanarla e una persona provare a difenderla con una specie di scudo. La donna non ha parlato per tutto il tempo: dopo una decina di minuti che era lì, i poliziotti se ne sono andati e anche lei si è alzata ed è andata via.  (Il Post)

L'hanno chiamata "naked Athena" in onore della dea guerriera. Le immagini sono rimbalzate sui giornali di tutto il mondo. Ma davvero è venuta la dea Athena a sfidare e oltraggiare gli sbirri dell'Oregon?



Nella mitologia la figlia di Zeus aveva un'armatura, qui invece la vediamo con un piccolo copricapo simile a una cuffia di lana o a un turbante scuro, il volto è occultato da una mascherina anticovid nera. La protegge uno scudiero che s'interpone tra la sua danza e lo schieramento di polizia. Quella polizia che nonostante le proteste non smette di  agire con odiosa brutalità.

La misteriosa apparizione femminile è completamente nuda come solo una dea potrebbe essere. Sulle pagine dei social-media qualcuno esprime il sospetto di una stregoneria. Lo è. La sconosciuta compie  un antico gesto oltraggioso con cui le streghe di ogni luogo e di ogni tempo atterrivano i maschi e riuscivano anche a spaventare il diavolo.

 "Chi teme influssi maligni eviterà di entrare nella bisettrice formata dalle sue gambe aperte" - lo scrive Guido Ceronetti nello stesso diario (p.167) in cui tesse l'elogio del cunilinctus (p.131), rimedio utile per evitare di "ridurre i nostri pochi lumi e per procedere con meno paura nell'inferno umano".

Il gesto osceno ha un nome, si chiama anasyrma (o anasuromai). Un rito apotropaico di cui ci informa Il Post recuperando notizie dal twitter di Carlotta Lotti che cita molti esempi: dalle donne persiane raffigurate da Van Veen alle milanesi che alzavano le gonne davanti all'esercito del Barbarossa, ma anche le donne africane e le zingare di cui ci parla Kelebek.

In genere si tratta di donne sull'orlo della disperazione, come nella vicenda della contessa Caterina di Riario di Forlì che sfidò il duca Valentino, narrata nelle cronache fiorentine, invece la ragazza di Portland è serafica, scende in strada con soave alterigia, avanza con la fierezza di un'indossatrice sulla passerella, compie qualche passo di danza trasformando la strada in un teatro ipnotico e poi si siede e allarga le gambe davanti alla schiera dei nemici. 

Qualche sparo e qualche lancio di lacrimogeni da cui un fedele scudiero la protegge col suo scudo, ma la fascinazione stregonesca è compiuta. Gli sbirri se ne andranno, sconfitti. Ne possiamo gioire come abbiamo gioito alla notizia delle donne guerriere della Repubblica di Rojava che mettevano in fuga con la loro semplice presenza il temibile esercito del sedicente Califfato. Per i fanatici dell'Islam che muoiono da martiri nella guerra santa c'è garanzia del paradiso, ma solo se uccisi da un guerriero nemico, non da una donna. La sola presenza femminile li metteva quindi a rischio di una morte inutile, meglio la fuga. Come espediente era già stato usato dagli israeliani, per i Curdi è parte della dottrina del socialismo libertario basata sulla gineologia.


Dopo l'inizio delle menifestazioni antirazziste seguite all'uccisione di George Floyd, il presidente Trump aveva minacciato ritorsioni e ha inviato forze federali a Portland, per una prova di forza  malvista dalle autorità locali. Le proteste dilagano e la repressione si fa sempre più stupida e violenta. Trump si pone allo stesso livello di ottuso fanatismo degli incappucciati neri dell'Isis.

Se non fossero tutti troppo ignoranti avrebbero capito che ISIS (Islamic State of Iraq and Syria) non è un acronimo, ma il nome di un'antica divinità femminile: Iside.  Una divinità pagana che i musulmeni dovrebbero guardare con sospetto e con timore. E' la dea della maternità, della magia e della regalità. Già nel darsi un nome gli islamisti al seguito di al-Baghdadi si sono sottomessi ad un potere che guida e ispira i loro nemici.



Nel culto misterico di Iside, risalente all'antico Egitto, non c'è soltanto la potenza regale della femminilità, carica di magia saggezza e mistero, la Dea viene raffigurata col volto coperto da un velo.
Ecco, il vero significato di quel copricapo indossato dalla sconosciuta di Portland. Ecco perché la testa coperta e la mascherina nera a nascondere il viso: lei è Iside, non è Athena!  
 
 
Dea dalle molte facoltà, onore del sesso femminile.
Amabile che regna con la dolcezza.
Nemica perpetua dell'odio.
Regina del Sublime e dell'Infinito.
Tu trionfi facilmente sui tiranni.
Tu inviti le donne a sedurre gli uomini e a procreare.
Tu sei la Signora del Mondo.
Tu infondi potere alle donne.

(versi tratti liberamente dal Papiro Ossirico n.1380 - II° sec. a.C.)  

- - - - - - - - AGGIORNAMENTO del 30 agosto 2020 - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - 

L'apparizione della dea Iside a Portland non è stata sufficiente ad esorcizzare l'odio, non ha ancora sconfitto il tiranno. 

Le violenze della polizia federale nei confronti dei manifestanti è ora sostenuta anche da bande armate fomentate da Trump. Dalle notizie pubblicate su Il Post sembra che i Patriot Prayers e altri fanatici sostenitori di Trump arrivano con armi tenute nascoste. Uno di loro è morto in circostanze non ancora chiarite.