14.7.20

L'angelo in incognito

Avevo dimenticato di inserirlo tra i miei maestri. Occorre rimediare. Ahi. Mi mancava il mitico Tenente Colombo

Lo sappiamo, lui in realtà non esiste, non è neanche un personaggio letterario, solo il protagonista di una fortunata serie di telefilm americani, eppure, come ci ricorda su HuffPost  Massimiliano Perrotta, da lui abbiamo imparato cose importanti.

Se gli americani hanno colonizzato le nostre coscienze coi loro telefilm, la serie del Tenente Colombo è tra quelle che non possiamo biasimare.

Ogni episodio inizia col Tenente Colombo che coglie una minima incongruenza e da quella trae il primo anello della catena deduttiva con cui potrà giungere all’individuazione dell’assassino. E' lo stesso metodo di Sherlock Holmes, ma Colombo lo presenta in modo diverso, recita la parte del pasticcione, si sminuisce, vuole apparire meno intelligente dell’avversario. E sembra totalmente succube della moglie, una moglie descritta con tratti di mediocrità, conformismo e pettegolezzo, ma è una donna che in tutte le serie non s'è mai vista. Esiste davvero la moglie del tenente Colombo?


Tra le tante cose che Colombo ci ha insegnato, Perrotta ci ricorda la compassione verso i colpevoli: "lui non è un giustizialista, arresta le persone quasi controvoglia. Giudicare tocca alla corte, lui è soltanto un servo della ragione".

I telefilm sono stati diretti anche da registi di grande fama come Steven Spielberg e John Cassavettes.

Il tenente Colombo è un italo-americano. La sua dissimulata intelligenza può appartenere solo a un italiano, forse è un discendente di Bertoldo. Tra i numerosissimi episodi realizzati tra il 1971 e il 2003 ce n'è qualcuno (Vino d'annata) in cui si attribuisce origini siciliane. Sappiamo che è un cultore del Parmigiano Reggiano, oltre alla musica lirica apprezza i dischi di Perry Como (cantante di origini abruzzesi).

Ci sono molte altre cose che mi fanno amare e immedesimare nella sua figura: l'orrore per le armi;  la vista del sangue che gli fa impressione; il legame eterno con la sua mitica Peugeot 403 cabrio grigia targata 044 APD, un modello del 1958 (su Wikipedia hanno scritto 1952, ma lo ritengo un errore); la sua timidezza che lo porta a nascondere perfino il nome. Tra i suoi fans c'è chi avrebbe dedotto da una firma su un documento che si chiamava Frank, ma Peter Falk l'ha negato e quando chiesero direttamente a Colombo quale fosse il suo nome di battesimo lui rispose: Tenente.

La fantomatica e invisibile moglie si chiama solo "signora Colombo" e neanche il suo cane ha un nome, si chiama semplicemente "Cane", è un bassett hound.

Colombo non è solo un personaggio geniale e simpatico che si può anche considerare un maestro di vita, lui è un angelo segretamente disceso tra gli umani. 


Lo ha scoperto Wim Wenders che ce lo svela nel suo capolavoro: "Il cielo sopra Berlino". 

Il tenente si trova casualmente a Berlino e sta prendendo qualcosa ad un piccolo chiosco di bibite. Riesce a sentire la presenza di un angelo che vaga silenzioso e invisibile. Lo sente grazie alla stessa  natura angelica che non ha completamente perso decidendo di umanizzarsi. Il tenente Colombo risolve casi complessi ma vive per la gioia delle piccole cose, le ama: schizzare disegni su un'agenda, strofinarsi le mani. E' questa natura angelica che gli consente di passare dal cielo alla terra e anche di attraversare l'invisibile sipario che separa i film d'autore dalle serie televisive.

Peter Falk è tornato ad interpretare l'angelo in un film del 2004: "Quando gli angeli scendono in città". Attualmente il film è presente su YouTube