Il patto col Diavolo ricorre in molte biografie di artisti famosi. Ogni volta che un talento appare eccessivo fa sorgere il sospetto di un aiuto sovrannaturale.
La storia del patto era già ricorrente da tempi antichi, Goethe la utilizzò per la sua opera più famosa: il Faust. Ma non ci sono soltanto personaggi immaginari come Faust che vende l'anima in cambio della leggerezza e della libertà della vita, il sospetto si estende anche a persone reali, come Giuseppe Tartini, Nicolò Paganini e Fedor Dostoevskij, che potrebbero aver barattato l'anima in cambio del successo.
La storia è talmente intrigante che ormai la musica rock sembra avvolta nell'odore di zolfo. Rock satanico, simboli esoterici più o meno nascosti nelle videoclip, gesti allusivi. Messaggi segreti o scherzi pubblicitari?
Robert Johnson era un chitarrista goffo che non mostrava alcun talento. Nel 1930, dopo la morte della giovanissima moglie e un periodo di lontananza da tutti, si ripresentò dimostrando un'abilità straordinaria nel cantare e nel suonare. Divenne il maggiore protagonista del Delta Blues. La leggenda vuole che si fosse recato ad un crocevia dove aveva incontrato un uomo nero con cui aveva stretto un patto. Altri riferiscono che fu un misterioso bluesman di nome Ike Zimmerman ad ammaestrarlo. Prima di esibirsi in pubblico aveva l'abitudine di suonare tra le tombe dei cimiteri.
Per me Robert Johnson è il più importante musicista blues mai vissuto. [...] Non ho mai trovato nulla di più profondamente intenso. La sua musica rimane il pianto più straziante che penso si possa riscontrare nella voce umana (Eric Clapton)
Un altro cantante afroamericano, omonimo di Robert, il bluesman Tommy Johnson (1896-1956) ha descritto la scena in una delle sue canzoni:
«Vai all'incrocio. Un grande uomo nero arriverà, prenderà la tua chitarra e l'accorderà. Quando Satana ti ridarà la tua chitarra, tu potrai suonarla meglio di chiunque altro, e Satana possederà la tua anima lasciandoti esausto in ginocchio».
Esiste un antico culto africano in cui il dio Esu è considerato il guardiano dell'incrocio. Aspetta gli umani agli incroci delle strade per comunicare il volere segreto degli dèi. La cristianizzazione forzata ha fatto trasformare questa figura, probabimente benigna, in un diavolo.
Ormai è impossibile sapere chi fosse il misterioso bluesman che aveva trasformato Robert Johnson in un genio della musica, ma è curioso quel cognome, Zimmerman, perché è il vero cognome di un altro grande artista che allora non era ancora nato. Il chitarrista del Delta Blues morì, misteriosamente, nel 1938, forse a seguito di un avvelenamento. Robert Zimmerman esordì nel 1960 col nome d'arte di Bob Dylan. Anche lui chitarrista e suonatore d'armonica a bocca, anche lui inizialmente piuttosto goffo, anche lui ammiratore di Robert Johnson, e anche di lui si dice che si sia recato sul crocevia per stringere un patto con una misteriosa figura.
«Ero andato al crocevia e avevo fatto il grande patto, tutto in una sola notte. Quando tornai a Minneapolis si chiedevano: "Ma dove è stato"? "Sei stato al crocevia"»?Bob Dylan avrebbe anche confessato di aver scritto le sue più celebri canzoni in pochi minuti, «magicamente», senza conoscere la fonte segreta della sua ispirazione, e di non essere più in grado di comporre brani di successo. C'è una sua intervista in cui sembra essere ancora più diretto:
(riferito da Tony Glover, amico del cantautore)
- Ed Bradley: «Voglio dire che sei ancora in giro, ancora a cantare queste canzoni... sei ancora in tour».[intervista concessa al programma 60 Minutes (CBS News) il 5 dic 2004 - http://www.youtube.com/watch?v=IqvvOD4bdRs]
- Bob Dylan: «è vero, ma non la considero una cosa scontata».
- Ed Bradley: «Perché ancora lo fai? Perché sei ancora in giro»?
- Bob Dylan: «Beh, torniamo al discorso del destino. Ho fatto una specie di patto di ferro con lui... sai, un sacco di tempo fa. Sto cercando di ritardare la fine».
- Ed Bradley: «E qual'era il tuo patto»?
- Bob Dylan: «Arrivare... dove sono adesso».
- Ed Bradley: «O forse dovrei chiedere con chi hai fatto il patto»?
- Bob Dylan: «Con... con... con il capo, il comandante in capo»!
- Ed Bradley: «Su questa terra»?
- Bob Dylan: «Su questa terra... e nel mondo che non possiamo vedere»
Ci sono interessanti ricorrenze in queste storie: nel retrocopertina di Desire l'immagine di Bob Dylan è associata a un arcano maggiore dei tarocchi: la carta dell'Imperatrice. Potrebbe essere Iside che l'artista evoca in una delle sue canzoni (Iside e la Luna splendono su di me), ma anche la Madonna in alcune rappresentazioni ha il piede sopra una falce di luna. L'imperatrice non è una figura diabolica, ma è interessante notare che nell'opera di Goethe il dottor Faust, nonostante il suo patto col Diavolo, viene salvato da Dio che lo grazia in virtù della sua costante ricerca del Supremo nella forma dell'Eterno Femminino, forza creatrice e motrice dell'intero universo. Potrebbe essere lo stesso destino riservato al menestrello salito agli onori del premio Nobel. Ne trovo conferma in una dichiarazione posta a commento di un post di Santaruina:
E' convinto che lo scopo della sua esistenza ora, dopo avere passato il periodo classico del gioco sociale sia di isolarsi in una foresta sulle montagne e quale foresta e' piu' isolata e piu' irraggiungibile del palco del neverendingtour? Lo incontrai a Kilkenny, con una barba posticcia ed il mantello dell'invisibilita' che con me non funziono'. Emanava un magnetismo incredibile ed era un uomo solitario in mezzo alla folla.
Chiesi in un seminario a Carlito Castaneda se avesse preso esempio da Bob Dylan per la sua strada del Guerriero e lui scoppio' a ridere e mi guardo' con quei suoi occhi neri da bambino vispo.
Bob Dylan non ha certo bisogno del diavolo. Tra mille anni sara' ufficialmente un profeta cristiano, vedrete… (Zio Pike)
