(Kala Jackson Craft)
Perché sei così timida e fragile, Sinead ?
Perché sei così pazza e così piena di rabbia?
Perché quella testa rasata?
Perché quei troppi tatuaggi che deturpano la tua bellezza?
Perché quel vestito da prete?
Perché quel tuo nome strano, Shuhada Sadaqat, e quel velo da donna musulmana?
Perché tante volte hai tentato di toglierti la vita?
Perché ti sei ridotta così, come una vecchia megera sola e triste in una stanza di motel?
Sinead Marie Bernardette è stata una bambina bellissima, dolcissima, con due occhi curiosi da scoiattolina. Una tenera creatura in cerca di protezione, invece è stata abusata e violentata. La più assurda delle violenze, quella che proviene dalla propria madre. Le diceva che lei non avrebbe dovuto nascere, non voleva una femmina, perciò la picchiava ogni giorno con ogni pretesto. La umiliava e si divertiva a maltrattare lei e il suo fratellino. Era sadica. Aveva trasformato la casa in un luogo di torture fisiche e psichiche. La prendeva a calci, le diceva che era cattiva e la costringeva a ripetere che non era nulla, non valeva niente. Sinead ha raccontato di essere stata violentata anche da estranei. Un piccolo angelo buttato in una vita d'inferno.
Aveva otto anni Sinéad quando i genitori si separarono lasciando la madre in un grave disagio che sfogava sui figli. Le tagliava i capelli per farla somigliare a un maschio, la colpiva nel basso ventre per impedirle di sviluppare l'apparato riproduttivo femminile. Lei stessa preferiva radersi i capelli per sembrare un maschio e per non subire attenzioni e altre violenze.
Dopo cinque anni di tormenti andò a vivere col padre e la nuova compagna di lui. Ma all'età di 15 anni fu arrestata per piccoli furti e internata in un riformatorio gestito da suore. Per lei fu come essere internata in un manicomio.
Sinéad è stata una vittima innocente, un agnello sacrificale, sopravvisuta agli abusi che lei cercava di giustificare: "Forse mia mamma era posseduta dal demonio" dice nell'intervista a Dr. Phil.
Sinéad aveva diciotto anni quando sua madre morì in un incidente stradale. Da tempo ormai lei viveva col padre, ma quel giorno la perse per sempre. Entrò nella sua camera da letto e staccò una foto dal muro. Era la foto di papa Giovanni Paolo II°, testimonianza di una devozione di quella madre snaturata. La sua morte fu una liberazione, ma Sinead non si rassegnò mai a quella perdita. Continuò ad amarla e a sentire la sua mancanza perché lei avrebbe voluto proteggerla e curarla, quasi farle lei stessa da madre.
A scuola un professore le aveva chiesto di cantare al suo matrimonio. Fu il primo riconoscimento di quel talento che la indirizzò verso la musica. Sinead sapeva cantare, ma anche il suo rapporto con la musica era un mistero: “Le canzoni sono fantasmi - diceva - e io sono diventata una venditrice ambulante di fantasmi”. Lei sapeva evocare gli spiriti inquieti delle verdi colline d'Irlanda e li liberava tra il pubblico. La musica di Sinéad è sempre stata un incantesimo.
Gli abusi subiti nell'infanzia l'hanno segnata per sempre, senza possibilità di uscire mai dall'incubo ed è straziante vedere come il sadismo verso una bambina indifesa possa corrispondere alla sorgente di un amore infinito.
Sinead era la più dolce delle creature, ma il destino l'aveva costretta alla ribellione. All'inizio della sua carriera un produttore discografico voleva imporle di abortire. Le disse che non avrebbe mai potuto avere successo dovendo crescere un bambino, ma lei rifiutò e a 21 anni mise al mondo il suo primo figlio e il suo primo disco.
Ha solcato i mari per cento anni / lasciandomi sola / E sono morta da vent’anni / Ho bagnato la sabbia / Con le mie lacrime di fantasma / Lungo ogni spiaggia in cerca del mio Jackie
Non conosco vergogna / Non sento dolore / Non posso / Non conosco vergogna / Non posso vedere le fiamme
Nel 1989, quando la sua fama d'artista era ancora agli inizi, dichiarò il suo appoggio all'IRA, l'organizzazione terroristica nordirlandese, suscitando notevole scandalo. Ma Sinead non era donna da scandalo, non avrebbe mai accettato di offrire al pubblico un'immagine maliziosa e ammiccante. A nessuno lei avrebbe mai concesso di mercificare la propria immagine o di trarre profitto dalla sua straordinaria bellezza.
«il messaggio che mandi con la tua immagine dici che è bello essere prostituite. É un messaggio così poco cool, Miley, pericoloso. Noi donne non siamo semplicemente oggetti del desiderio. Cerca di inviare messaggi più sani ai tuoi coetanei. Tu e loro valete di più». (da una lettera di Sinéad a Miley Cyrus)
La sua rabbia era carica d'amore. Lei sapeva degli abusi sui bambini che la cattolicissima Irlanda teneva nascosti. Abusi commessi dai preti, violenze, umiliazioni. Non se ne doveva parlare, ma per lei era un'ingiustizia intollerabile. Era l'ingiustizia che si portava dentro.
Tutti i bambini nascono pronunciando il nome di Dio / E così sarà sempre / Tutti nascono cantando il nome di Dio / Tutti i bambini sono portati in volo dall’Universo / Sono le mani degli angeli a sostenerli / Dio dà loro le stelle da usare come scale / Lei ascolta il loro richiamo / Lei è madre e padre / Tutti i bambini nascono fra grande dolore / E così sarà sempre / Tutti nascono per un grande dolore / Tutti i bambini piangono / Perché nessuno ricorda il nome di Dio (All Babies)
Era profonda la sua fede, però sulla chiesa si estendeva lo stesso sospetto che aveva nei confronti della malignità materna: qualcosa di demoniaco s'era insinuato anche nei luoghi consacrati e nelle persone di chiesa. Il filo che teneva insieme gli orrori casalinghi col manicomio delle suore e con gli abusi dei preti lo vide in quella foto che aveva sottratto alla stanza della madre, vi riconobbe quella devozione che ritrovava anche nei nomi che le erano stati imposti: Sinead Marie Bernardette.
La pazzia è come una droga, la musica è la mia sola cura, ma all'improvviso tutte le persone che dovrebbero amarti e prendersi cura di te ti trattano male
Nel 1992, quando aveva ormai raggiunto una fama mondiale che cominciava a renderla ricca e ammirata da tutti, lei volle liberare il fantasma che l'angosciava da anni. Era sul palco del Saturday Night Live per cantare una canzone scritta da Bob Marley come denuncia contro la guerra e per l’uguaglianza tra esseri umani, una canzone ispirata a un discorso tenuto del 1963 dall’imperatore d’Etiopia Hailé Selassié. Lei cambiò le ultime parole della canzone, poi prese una foto del Papa, quella foto, quella trovata nella stanza stanza della madre, e la strappò davanti all'obiettivo della telecamera: "Combatti il vero nemico!"
Nel 1992 le storie degli abusi e dei tanti preti pedofili protetti dalle gerarchie vaticane non erano ancora note al pubblico. Il suo gesto aveva un sapore blasfemo che spezzò la sua carriera. Sinéad aveva rifiutato anche di cantare l'inno americano e anche questa fu un'eresia inaccettabile. Venne additata come una stupida esibizionista. Divenne la reietta. Condannata pubblicamente da tutti. I suoi dischi furono distrutti a centinaia davanti alla sua casa. Quasi ad emulare un rogo per la nuova strega.
Poche settimane dopo fu invitata al Madison Square Garden di New York per un concerto in onore di Bob Dylan. Quando arrivò sul palco, dove avrebbe dovuto cantare I Believe in You, un testo cristiano scritto da Dylan, fu accolta da fischi e proteste. Attese a lungo il silenzio del pubblico, che non arrivò. Gli spettatori dei concerti rock avevano applaudito gli eccessi dei Sex Pistols e perfino le esaltazioni sataniche dei Black Sabbath e di lì a poco avrebbero acclamato anche le oscenità di Marylin Manson e le infamie di Eminem, ma per Sinéad non c'era possibilità di perdono, il pubblico voleva punirla.
Lei rimase a lungo triste e silenziosa tra i fischi e gli schiamazzi, fino al cenno con cui fece fermare la musica ed eruppe con le parole di War, la canzone di Bob Marley, ne urlò i versi con una rabbia inaudita, che è la rabbia dei giusti:
Finché le teorie razziste non saranno totalmente scredidate
dovunque sarà guerra, dico, guerra!
Finché avremo persone di serie A e persone di serie B
e finché si guarderà il colore della pelle
dico che sarà guerra!Finché i diritti umani non saranno ugualmente garantiti a tutti,
senza discriminazioni, sarà guerra!
Il più rabbioso e sincero urlo della storia del rock. Poi abbandonò il palco e pianse.
Sinead, la bambina irlandese maltrattata da tutti era diventata una stella del rock, la più brillante delle stelle del rock, ma un maleficio la perseguitava e dava a quell'angelo sembianze disturbanti. Mai s'era visto nulla di simile dai tempi di Giovanna d'Arco: tanta femminile dolcezza carica di tanta combattiva fierezza.
Sotto le immagini di YouTube che mostrano la scena di quel palco trasformato in un patibolo si legge un significativo commento: "Questa non è una 'performance', è un'anima onesta che urla le ingiustizie del mondo. Andate a benedirla!"
Sinéad aveva lanciato contro la chiesa cattolica un'accusa terribile e in seguito comparve anche in un film (The Butcher Boy - 1997) nelle sembianze di una provocatoria Vergine Maria. Eppure portava con sé una religiosità profonda, inquieta e controversa che la condusse a farsi ordinare sacerdote di una chiesa cattolica dissidente col nome di Mother Mary Bernardette. S'era data la missione di “salvare Dio dalla religione”.
«Lei mi ha attratto e mi ha toccato il cuore. Nelle sue parole sentivo la forza di una guarigione. Ho sentito il pathos di Dio: la vigna calpestata, la sposa dimenticata, il desiderio di relazione. Sinéad O’Connor aveva davvero creato qualcosa di meraviglioso per Colui che avrebbe potuto curare le sue ferite» (Padre Matthew Cortese, sacerdote gesuita di New York)
La spiritualità di Sinéad era turbolenta. L'isterectomia le provocò nel 2015 un ulteriore sconvolgimento psichico. Cambiò identità, volle diventare Magda Davitt e poi, con la conversione all'Islam, diventò Shuhada’ Sadaqat e coprì la sua testa come fanno le donne musulmane. Sulla sua mano destra un vistoso tatuaggio contiene un vaticinio colmo di ribellione: "Il figlio di Giuda spezzerà tutte le catene" sulla mano sinistra c'è scritto "Lumen Christi".
La parola con cui mi identifico di più oggi è ‘sacerdotessa’ e in tal senso il messaggio che vorrei diffondere è che se si parla al Signore si può creare il mondo che si desidera.
La sua grande generosità ha prosciugato i suoi guadagni da rockstar. Soprattutto per i suoi figli avrebbe voluto creare un nido d'amore, ma non c'è riuscita: da figlia infelice è diventata suo malgrado una madre altrettanto infelice. Il suo piccolo Shane, bambino prodigio che lei adorava, come lei afflitto da disturbi psichici, scomparve l'anno scorso a 17 anni dopo essere fuggito da un ospedale psichiatrico. Lo ritrovarono dopo due giorni, morto suicida.
A questo strazio Sinéad non poteva reggere. La donna che ha restituito agli irlandesi lo spirito di Grace O'Malley, la piratessa, è stata ritrovata senza vita, morta chissà come, nella sua piccolissima casa di Londra.
Egli darà ordine ai suoi angeli / di custodirti in tutti i tuoi passi / Sulle mani ti porteranno / che tu non abbia a urtare nel sasso col tuo piede / Sull’aspide e il basilisco camminerai / e calpesterai il leone e il drago.
PS - a questo confuso ritratto che ho cercato di tracciare da umile spasimante voglio aggiunre le parole di Edoardo Frasso, anche lui impegnato a metabolizzare la sua scomparsa. Ci riferisce il racconti di Bill Flanagan di una sera, in uno studio di registrazione sopra il Temple Bar di Dublino, dove sono tutti estenuati in attesa di Sinéad che dovrebbe cantare, ma si è ritirata sola in una piccola stanza del piano superiore illuminata da tante candele accese, ha con sé un vaso pieno di fiori e parla esclusivamente con una bambola. Parla con un tono calmo e spiritato. Sta facendo così da ore, non sta cantando, nessuno sa più cosa fare. POi, all'ennesima proposta lei inaspettatamente accetta. Si mette davanti al microfono in una interpretazione meravigliosa che lascia tutti attoniti. E' il racconto della sua trasformazione. Lei non faceva capricci da diva, era una persona semplice, che scherza e mangia patatine fritte. Però in certi momenti deve trasformarsi nella strega, un rituale necessario per soggiagare quegli uomini intorno a lei, rockstar ricchi e famosi, temuti e potenti. E lei li annienta. La sua incontrollabile follia lascia tutti sgomenti, impotenti, e poi ecco: improvvisamente sferra il suo colpo magico.
Sinéad apparteneva molto più all’aldilà che all’aldiqua, ed era solo temporaneamente prestata a questo mondo. Era una Dea, una cometa, una banshee. Non ce la meritavamo e lei non meritava tutta la sofferenza con cui ha dovuto convivere.
E ti sembra assolutamente plausibile in effetti che chi possiede quella voce possa ricordare sul serio un passato mitologico, chimerico, perché è esattamente da lì che sembra provenire. Sinead era un’artista che ha vissuto dentro ad un paradosso temporale. Veniva da cent’anni indietro e stava cent’anni avanti. Un’epoca sola per lei era troppo poco.
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Fonti:
https://www.rollingstone.it/cultura/societa/sinead-oconnor-unesibizionista-raffinata-e-indimenticabile/772430/
https://www.rollingstone.it/musica/interviste-musica/sinead-oconnor-in-italia-non-sono-una-sopravvissuta-ma-una-sacerdotessa/493227/
https://www.internazionale.it/opinione/daniele-cassandro/2023/07/27/sinead-o-connor-morte-rabbia-dolcezza
https://www.indiscreto.org/sinead-oconnor-oltre-le-apparenze/
https://www.ilpost.it/2023/07/26/morta-sinead-oconnor/
https://irishtoday.news/sinead-oconnor-mother-who-was-brutally-raped-reveals-how-singer-saved-her-life-205182.html
https://www.blitzquotidiano.it/musica-showblitz/sinead-oconnor-la-sacerdotessa-del-rock-che-vuole-salvare-dio-dalla-religione-354440/
https://www.iltimone.org/news-timone/sinead-oconnor-mi-ha-fatto-sentire-il-pathos-di-dio/

