1.10.23

L'origine dei pensieri

Devo più pensiero agli esseri non pensanti, le donne, che ai libri. Le donne sono il crittogramma e l’aroma di profondità, l'immortalità nella verità della morte. Se l'uomo oggi le ama così poco e superficialmente è perché ha cessato stupidamente di volersi immortale. Non è diventato stoico, si è soltanto incretinito e su questa strada non si fermerà più. Sottraendo il sale mercuriale femminile da un qualsiasi mio aggregato di parole si cancellerebbe deplorevolmente il versicolo, e anche per questo motivo, nell'altro mondo, Baudelaire mi sta aspettando per conversare insieme: con una insignificante separazione cronologica, abbiamo camminato vicini. La donna è immischiata come la mano di un complice in tutte queste compassioni e disperazioni che il singhiozzo e il sobbalzo della pianola meccanica diffondono sulla mia piccola cerchia muta. Se una poesia non arriva a somigliare a una mano de mujer que se posa sopre la frente dolorida è moneta bucata.

Cosa farci? Non c'è poesia ascetica che non sia scandita dalle ore del breviario erotico ed è l'umidità dell'oro femminile che impedisce ai versi di diventare tombe piene di polvere in poco tempo. Sia pure il letto deserto, il breviario resta aperto per l'idea improvvisa a cui la parola darà la vibrazione infinita e sempre un chiarore emanerà, quantunque sia notte, dalla pagina che la muliebrità ha impregnato.

(Guido Ceronetti – prefazione a Compassioni e disperazioni)