25.10.19

Jean, la musa dei mods

Nell'Inghilterra borghese e conservatrice i giovani degli anni sessanta portarono una ventata di leggerezza, di innovazioni, di colori e di musica. Londra dicentò un laboratorio d'arte e di stile: era la Swinging London, era l'epoca in cui si diffondeva la musica dolce dei Beatles, la voglia di libertà e nelle strade comparivano le prime ragazze in minigonna.

Jane Birkin era ormai fuggita a Parigi e al centro della scena, insieme a Twiggy c'era Jean Shrimpton.

La modella britannica diventò anche il volto femminile della Lambretta, quel gioiello italiano prodotto dalla Innocenti in concorrenza con la Vespa Piaggio.

La Lambretta era il segno di riconoscimento dei Mods, quei giovani dall'abbigliamento ricercato che volevano esere il simbolo della modernità (modernist), che amavano l'emblema della Royal Air Force, indossavano il parka, e viaggiavano con scooter superaccessoriati.

Alle vicende di quegli anni si sonoispirati alcuni film, tra cui "Absolute beginner" (1986) e "Quadriphenia" (1979) che mostra anche la rivalità tra i Mods e i Rockers e rievoca gli scontri di Brighton avvenuti nel maggio del 1964.

I revivals di quegli anni si ripetono periodicamente e esistono ancora oggi gruppi di giovani che si ispirano alle manie dei Mods.




A Carnaby Street c'è ancora qualche vetrina che esibisce la pubblicità della Lambretta col volto e le labbra carnose di Jean e i suoi occhi da cerbiatta.



In Italia la Lambretta ha avuto anche il volto di Raffaella Carrà e di una superba Marisa Mell.