7.4.15

La divina marchesa


Luisa Amman era nata a Milano nel 1881 da una famiglia molto ricca con frequentazioni importanti. Da ragazza ebbe modo di conoscere Virginia Oldoini, la contessa di Castiglione, la donna che aveva affascinato i più potenti uomini dell'800.
All'età di diciannove anni Luisa sposò il marchese Camillo Casati Stampa di Soncino e col titolo di marchesa entrò a far parte dell'aristocrazia nobiliare, conobbe Gabriele d'Annunzio con cui ebbe una relazione che suscitò grande scandalo.

D'Annunzio trasformò la sua amante in un'opera d'arte vivente facendo emergere in lei il gusto per le stravaganze e gli eccessi.

La Divina Marchesa, così ribattezzata da d'Annunzio, divenne una protagonista della Belle Epoque, amica e ispiratrice di molti artisti. Di lei abbiamo molti ritratti firmati dai maggiori pittori dell'epoca: Giovanni Boldini, Leon Bakst, Ertè, Alberto Martini, Paget-Fredericks, Edwin ed altri.

Nel 1910 decise di trasferirsi da Milano a Venezia, dove acquistò e fece restaurare il Palazzo Venier dei Leoni, che oggi è la sede del Museo Guggenheim.


Non era molto bella, non avrebbe potuto reggere il confronto con le altre muse dell'epoca, come donna Franca Florio (che per d'Annunzio era l'Unica), Sarah Bernardt, Eleonora Duse e la superba Mona von Bismarck, ma la marchesa Casati riusciva ad emergere tra tutte per temperamento. Si vestiva sempre in modo eccentico, con acconciature bizzarre, trucchi vistosi  e il viso cosparso di cipria. In certe occasioni usava un copricapo di penne di pavone con un rigagnolo di sangue che le colava fino alle braccia. Le piaceva passeggiare di notte nelle calli di Venezia indossando sul corpo nudo un mantello di pelliccia, accompagnata da un servitore che reggeva una torcia in modo che i passanti potessero ammirarla.

In casa aveva un serraglio di animali esotici: un serpente boa che lei esibiva anche avvolto intorno al collo, alcuni ghepardi, i pavoni bianchi che si mostravano alle finestre, i merli albini che talvolta faceva dipingere di altri colori. Non mancavano uccelli meccanici e servitori umani, maschi neri con la pelle dipinta di color oro… Questi vezzi le diedero una fama da strega e lei strega voleva diventare davvero. Si interessava alle scienze occulte e allo spiritismo, ospitava nel suo palazzo maghi e chiromanti. Visse per qualche tempo anche nell'isola di Capri, ospite nella villa di Axel Munthe che era anche un'accademia di occultisti.
La marchesa, alta e snella, portava un cappello da astrologo dal quale ricadevano veli che la avviluppavano. Il viso era impiastrato come quello di un pierrot […]. Dalle orecchie dondolavano campanellini e il trucco le colava a rivoli sulle scarpe impolverate. Teneva fra le mani una sfera di cristallo, per rinfrescarle
(dal blog Roba da donne)

Nel 1923 si trasferì a Parigi acquistando un sontuoso palazzo che fece allestire col suo stile eccentrico e dispendioso. Palais Rose diventò luogo di feste e di incontri, tra fumi d'oppio e sapore d'assenzio. Tra gli artisti che furono suoi ospiti anche Picasso e Man Ray, Marinetti e Boccioni. In una foto scattata da Man Ray la Divina Marchesa è ritratta con uno sguardo sdoppiato che appare stregato.

Dopo il divorzio dal marito quella vita fuori dal comune la portò ad indebitarsi e nel 1930 fu costretta a vendere tutto all'asta. Il palazzo fu acquistato da Coco Chanel.

Si trasferì a Londra , dove già viveva sua figlia Cristina, sposata con con un nobile inglese, ma ormai ridotta a vivere del poco che le passava la figlia. Passeggiava nelle strade di londra con la veletta nera e abiti logori. Al suo trucco non rinunciò mai, ma per truccarsi usava perfino il lucido da scarpe. La videro anche mentre rovistava tra i rifiuti in cerca di stoffe con cui potersi abbigliare ancora in modo eccentrico. Il vino più scadente prese il posto dello champagne e dell'assenzio.

Sic transit gloria mundi.

Nel suo epitaffio al Brompton Cemetery è scolpito il verso con cui Shakespeare definì la regina Cleopatra:  «L'età non può appassirla, né l'abitudine rendere insipida la sua varietà infinita».