6.4.15

Pornokrates

Félicien Rops ha realizzato questo piccolo capolavoro pittorico che ora è conservato in Belgio, ma fu dipinto a Parigi nel 1878. Era l'inizio della Belle Epoque che possiamo far coincidere con l'invenzione della lampadina elettrica. Nella capitale francese non c'era ancora la torre Eiffel ma gli artisti avevano già trovato nei bassifondi di Parigi e nella zona di Montemartre la culla ideale della vita bohemienne.

Rops conviveva con le due sorelle Léontine e Aurélie Duluc, entrambe sue amanti e da entrambe ebbe figli sfidando così il modello familiare boghese. Viveva in un appartamento surriscaldato, l'ambiente veniva saturato di diversi odori. La resina di opopanax, che è una mirra dolce, veniva bruciata come un incenso emanando un profumo simile al balsamo che si mescolava con l'aroma del ciclamino. L'artista respirava i profumi fino a raggiungere uno stato di sordimento febbricitante che, a suo dire, favoriva la produzione artistica.

Il titolo del quadro è "Pornokrates" o La dame au cochon E' una rappresentazione sommamente ambigua.


La figura femminile che domina la scena potrebbe essere una Maga Circe che tiene al guinzaglio uno degli uomini da lei stessa trasmutati in porci. 

Il titolo del quadro sarebbe quindi riferito a lei, la pornocratessa, la donna che domina uomini sottomessi, ridotti allo stato bestiale. Li tiene sotto il proprio controllo e può disprezzarli a piacimento: "Sei un porco!" 

Il fregio che decora il bordo del palcoscenico raffigura simbolicamente le quattro arti (scultura, musica, letteratura e pittura) quasi a significare che l'estro artistico sottostà al desiderio secondo quel principio di sublimazione della sessualità che negli stessi anni la psicoanalisi di Sigmund Freud iniziava a scoprire. 

Esistono però anche altre interpretazioni del dipinto che tendono a vedere nel maiale la forza trainante, sarebbe lui il bestiale sovrano pornocratico. La donna ha una benda sugli occhi e si lascia condurre  ciecamente verso gli eccessi della voluttà. E' stata indotta a sfilare sul palco della fornicazione agghindata come una puttana, mentre i tre piccoli cupidi fuggono spaventati e i quattro simboli dell'arte si mostrano affranti e disperati. 

La prima interpretazione esalta il libertinaggio della boheme, la seconda vorrebbe invece vedere nell'opera una denuncia della decadenza dei costumi, ma c'è anche un'altra possibile interpretazione che le riassume entrambe. La donna assertiva, spietata e seducente che emerge dai Fiori del male di Baudelaire, dalle allucinazioni di Jean Floressas Des Esseintes, e ancor prima dagli incantesimi della Belle dame sans merci, viene raffigurata mentre incede con la sua postura altezzosa sul palcoscenico delle arti come allegoria dell'arte ormai dominata e soggiogata dalla seduzione. Lei stessa diventa simbolo dell'arte che si lascia condurre dal maiale verso la dissolutezza della pornocrazia. Ma così ella diventa anche l'adorabile regina degli artisti scapigliati e, facendo sfoggio della sua greve sensualità, sconfigge e sbaraglia le smancerie amorose dell'arte romantica. 

C'è un dipinto del 1905 di Franz von Stuck "Der Kampf ums Weib" (la lotta per la donna) che sembra riproporre una femminilità simile alla pornocratessa di Rops



Qui la donna non è bendata, assiste con sfrontato distacco a una lotta che appare feroce. Si riconosce in lei la consapevolezza del dominioche anche qui si potrebbe definire pornocratico. 

Potrebbe anche essere il ritratto segreto di Lou von Salomé, la donna che poteva tenere al guinzaglio il filosofo Friedrich Nietzsche e il poeta Rainer Maria Rilke.  



Lou è stata l'incarnazione della donna fatale. Per qualche verso potrebbe essere una nuova Carmen, portata sulle scene parigine da Bizet nel 1875. La filosofa pornocratessa per estremo paradosso forse ha avuto la sua prima congiunzione carnale con un uomo a trentasei anni.

Le pornocratesse sono uscite dalle grotte dove erano relegate come sibille, dai lupanari dove celebravano rituali segreti. Le riviste illustrate si sono diffuse come come messali da barberia, le cassette VHS hanno animato segreti altarini devozionali. 

 

Tra le nuove sibille e sacerdotesse trovo una Karen che sembra la perfetta incarnazione dei sogni artistici di Rops e di von Stuck.