3.3.15
Il bacio mascherato
Pare che ci sia stato un triste episodio nell'infanzia di René Magritte che ha contribuito a formare il suo immaginario, le sue figure senza volto. Tuttavia preferisco tralasciare i dati biografici per poter megli cogliere la potenza espressiva delle sue immagini.
Nel figure di Magritte c'è la ricerca impossibile di una identità. L'infinita ricerca nel tentativo di conoscere se stessi e gli altri.
Il volto non c'è mai. Solo simulacri.
Ma attenzione: la stessa raffigurazione pittorica o fotografica è un simulacro. Basta un disegno, anche il banale disegno di una pipa, per avviare il gioco infinito di specchi: dal significante a significato che a sua volta significa qualcos'altro.
Dalla pipa di Magritte, intitolata "Questa non è una pipa", iniziano le riflessioni di Michel Foucault su "Le parole e le cose".
Il pensiero di Foucault incrocia Magritte anche nel titolo della sua storia della sessualità: "la volontà di sapere". Il sapere che Foucault intendeva indagare si collocava in una dimensione sociale, nella sfera del controllo. Magritte invece ci stimola ad una diversa ricerca, di carattere più socratico.
Potrei aggiungere qui, come faccio in molti articoli di questo blog, le parodie fotografiche di magritte, ma non avrebbe molto senso, sarebbero pure repliche di immagini che contengono già un'idea completamente astratta.



