26.2.15

L'ombelico del mondo



Per chi non lo sapesse l'ombelico del mondo si trova in Italia, a Foligno. Non è uno scherzo: il consiglio comunale di Foligno ha deliberato ufficialmente che la piccola città umbra è l'ombelico del mondo (non se ne abbiano quelli di Narni). Ci vuol poco a spiegarlo. Foligno è rotonda ed è posta al centro della penisola italiana, che è al centro del Mediterraneo, che è al centro degli antichi continenti del mappamondo. 

Se arrivate a Foligno sappiate che al centro della città c'è il Caffè Sassovivo al cui centro c'è un tavolo da biliardo e là, proprio al centro, c'è un piccolo birillo rosso.

Lo so, ci sono anche altri ombelichi. Lorenzo Jovanotti lo colloca a Ceppagna, in Molise.

Nei miti arcaici si chiamava Omphalos e si trovava a Delphi, mentre per gli Aztechi era Cuzco, in Perù, per i marinai era Rapa Nui, l'isola di Pasqua, pare che ci sia anche un ombelico cinese e uno in India, collocato nel luogo dove il Buddha ebbe la sua illuminazione.

Ogni civiltà ha il suo ombelico, allora dev'esserci anche l'ombelico della civiltà consumistica e credo d'aver scoperto qual è. Non è difficile, basta un po' di logica. La civiltà consumistica nasce in America. Gli States sono il centro dei mercati e delle tecnologie su cui si fonda l'occidente consumistico. E là c'è una strada che li taglia a metà, dai grandi laghi del nord fino alla California.

 

Quella strada attraversa gli scenari del sogno americano, entra nei territori dove l'America è più America e ogni cosa è esagerata.



In mezzo a quella strada che divide la vita dai sogni, la realtà quotidiana dal fantastico possibile, c'è una stazione di servizio, e dentro, tra lo sgabello il tavolo e il bancone del bar non c'è il birillo rosso, c'è molto di più: la persona che hai sempre cercato.


Nella Route 66 regna l'incantesimo del viaggio in automobile o in autostop. Viaggiare senza sapere perché, ma in fondo ogni viaggiatore sa che dovrà fermarsi alla stazione di servizio, dovrà gustare il sapore naturale e selvaggio insieme al gusto di tutto ciò che è finto e esagerato: è lo strano sapore d'America. 
 
Là, nel mezzo del percorso c'è la stazione di servizio, quella fotografata da Andreas Feininger nel 1953.

Chi guarda quella foto non vede niente di speciale. C'è la stazione di servizio, le insegne, alcune vetture, sotto un cielo di nuvole vaporose. Eppure vedi subito che quella foto è speciale, perché mostra un posto unico, speciale. L'ombelico del nuovo mondo.