29.10.19

La scabrosa musa veneziana

Non solo inglesine e francesine, nei favolosi anni '60 abbiamo avuto anche noi una musa, conosciuta come la "ragazza del Piper". Era un locale di Roma frequentato da giovani, lei ne divenne l'idolo. Il Piper in quel periodo fu luogo di pellegrinaggi.  Un autentico aristocratico dal gusto raffinato come Luchino Visconti prendeva ogni volta là un tavolo solo per vederla. Il regista Mauro Bolognini la considerava la donna più bella del mondo. Stiamo parlando di Nicoletta Strambelli, in arte Patty Pravo.

Veneziana scappata a Londra che lasciò dopo breve tempo per rimbalzare a Roma sul palco del Piper. Erano gli anni della Swigging London e forse bastava respiare l'aria pop di quel laboratorio vivente di invenzioni giovanili per riceverne un tocco magico.

Il Piper era stato inaugurato da Shel Shapiro, un inglese arrivato da poco in Italia. Il 15 febbraio 1965, il mio sesto compleanno. Lo stesso anno in cui vedevo i miei amichetti andare a scuola col grembiule nero, il colletto bianco, il fiocco e lo scudetto. Grazia aveva nove anni e mi raccontava favole diverse da quelle che gli adulti racconano ai bambini: in mezzo ai suoi giochi di bambole mi parlava dei blue-jeans e del loro potente significato.


Nicoletta era esile come Twiggy, girava scalza come Francoise Hardy, collezionava scandali come Jane Birkin, fu perfino arrestata e rinchiusa nel carcere di Rebibbia come si addice ad ogni artista maledetto.

Per stravaganze Patty avrebbe potuto competere con la marchesa Casati, la regina delle bizarrie che dominò la scena artistica degli anni '20. Ma lei non era solo una bambola tra le mani degli artisti, non era solo un'icona di stile (la ritroviamo anche nei fumetti di Corto Maltese, riconoscibile nel ruolo di Hipazia tra una Louise Brooks e Gabriele d'Annunzio), Patty Pravo è lei stessa un'artista, nella musica ha avuto una forte originalità, la sua particolarissima voce risuona di mille vibrazioni. I suoi gesti sono pose di una modella egizia e nel contempo sono pennellate d'artista.



* * *
Patty in versione Valentina


La moto sembra una Aermacchi col marchio della Harley.


 E' inopportuno andare oltre, bastano questi dettagli per riportarci nelle provocazioni di una nuova Divina Marchesa.