Babilonia è ovunque e Sion è dentro di te
(un mio tentativo di traduzione della canzone di Daniel Kahn:
Testamento della diaspora universale)
Voi stranieri esiliati e meticci migranti
salite a bordo della nostra arca,
unitevi al fradicio equipaggio
in viaggio verso l'esilio
dove ricostruirvi
attraversando i permeabili confini
tra vecchio e nuovo.
Un modo per nascondere ciò
che vorrebbero portarti via.
Dimentica il tuo dio, il tuo paese
e anche la tua rivoluzione.
Non importa se tuo padre
viene dalla Polonia o dal Perù,
se il tuo sangue arriva dalla Turchia,
da Detroit o da Timbuktu.
La tua lingua è persiano, sanscrito,
tedesco oppure zulù,
benché male non sarebbe
se imparassi lo yiddish pure tu.
C'è un vagabondaggio da intraprendere,
quindi cerca l'ebreo che è in te.
C'è un piccolo ebreo segreto dentro te.
Ma ora devo spiegarti l'ebreo che cos'è.
Sangue e terra no, non devono importare,
la religione non conta proprio nulla.
Ti parlo di un altro che è nascosto in te.
Non c'è una risposta alla tua tristezza,
è solo una domanda che è anche la risposta,
la domanda è l'essere ebreo,
e se provi a guardarlo ancora
per definire la sua categoria umana
sotto ci troverai un'identità mutevole
di persone sparse in luoghi vasti e lontani
che si trascinano in giro come catene
tutte le radici da cui sono cresciute
e gli sprofondi che hanno sofferto
e io te li offro come un cibo kosher
per nutrire la mente.
Anche i goyim possono mangiarlo
come fanno con Gesù
quando hanno scritto la nuova bibbia
per un pubblico più vasto.
Accetta quindi la visione cosmopolita
di un mondo senza radici,
vai negli interstizi nascosti
che tutti vogliono evitare
e impara a trascinare con orgoglio
la tua voce.
Impara ad essere ebreo,
quel tipo interiore di ebreo migratore
che si nasconde nel tuo cuore.
Abbiamo tutti nazioni diverse
che possiamo indossare come scarpe
per poter girare il mondo
senza ferire troppo i nostri piedi.
Sembra facile vomitare le nostre identità
come un cibo mal digerito.
L'ebraismo è solo una parola a buon mercato
ma qualcosa di molto problematico
che diventa confusionario.
A quelli che sono davvero ebrei
vorrei dire che Babilonia è ovunque
e Sion è dentro di te,
quindi impara a portarla con te,
impara ad essere ebreo.
Il tuo testamento sarà l'immaginario messianico e diasporico,
il post-apocalittico spezzato e nevrotico.
Sappi che c'è un solo messia
e abita dentro di te.
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Di questa canzone esiste anche una versione ampliata del 2020.
Contiene anche questa strofa terribilmente profetica:
Come possiamo indossare il mantello degli ebrei martirizzati del ghetto?
Abbiamo voltato le spalle a tutto ciò che ha portato avanti la nostra gente
Ha funzionato davvero cercare di creare un nuovo ebreo?
Con i nemici che abbiamo ucciso, l'odio è cresciuto e cresciuto
Ma la cosa che odi negli altri, è la cosa che odi in te
Ora l'esilio tornerà come un déjà vu
E dove tutto è andato storto nessuno lo sapeva
Dovremo tutti impararlo di nuovo
Non solo come vittima, ma anche come carnefice
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Sotto il video di YouTube
Erika Amethyst ha scritto:
I am a Polish-Irish Catholic, and this is among the top ten best things I've randomly found on the internet. Thank you for being brilliant and wise and funny and skilled, and for sharing all of that with the rest of us
Amy Magdalena ha scritto:
Solidarity from a queer forced into exile from a supposedly "safe" country! This song touched my heart.
Tom Kz9pb ha scritto:
We of pink triangles have long known that we are Jews in essential respects. Thanks for expressing this poetically.
Fosforello ha scritto:
This splendid hymn to the wandering Jew shows us the incompatibility of the Jewish spirit with wanting to walk wearing only one shoe from one nation.