Quante storie s'intrecciano in questo piccolo borgo di Sant'Apollinare. Ci raccontano che era un feudo di poche case appartenente ai monaci di San Giovanni in Venere. Vi abitavano "schiavoni", slavi italianizzati che i navigatori veneziani avevano fatto giungere dalla Dalmazia (oggi Croazia) per ripopolare territori abbandonati.
Nel 1627 il feudo fu ceduto dai lancianesi alla famiglia Cotugno di Toledo, spagnoli che avevano collocato la loro residenza a Taranto e poi, forse, a Napoli.
La piccola chiesa sul colle dedicata a San Rocco è costruita in stile evidentemente spagnolo come il magnifico portale del Palazzo. Poi giunsero altre famiflie, provenienti dall'Umbria e dalla Toscana, e di loro resta traccia in alcuni cognomi, (Ballerini).
Altri cognomi sembrano provenire dal sud (Mazziotti, Sciarretta, Forlani), altri potrebbero avere un'origine slava (Gammaraccio) ma vari cognomi sembrano originari del luogo (Di Mele, Berghella, Catenaro, Giuliante...).
Ci piace associare questa località, che ha sempre avuto una sua banda musicale, alla musica balcanica.
