Nonostante il brutto titolo (La Bestia), l'ex magistrato Carlo Palermo ci offre un ampio resoconto del suo quarantennale lavoro che iniziò a Trento nel 1979, come giudice istruttore, per essere poi trasferito in Sicilia, dove subì un grave attentato dal quale si salvò fortunosamente. Le sue indagini su traffici di armi e di droga lo portarono a scoprire il coinvolgimento di mafiosi, massonerie e servizi segreti.
Dopo alcuni anni trascorsi nelle appartate stanze del Ministero di Giustizia lasciò la magistratura, pur continuando ad indagare per far luce sui traffici criminali e magari individuare anche chi diede l'ordine di ucciderlo.
Lui sa che la potente bomba a lui destinata, che nel 1985 uccise casualmente una donna con i suoi bambini, fu solo l'epilogo di un'abile strategia messa in atto da una rete di potere che si estendeva fin dentro gli apparati dello Stato. Però a un certo punto l'indagine si trasforma. Dice di non cercare più colpevoli di reati, né tantomeno vendette. Vorrebbe cercare una verità più profonda, che precede e oltrepassa le singole vicende criminali. Vorrebbe trovare una chiave che possa farci comprendere le ragioni di tante violenze apparentemente assurde. Ed ecco che la raccolta di informazioni su loschi personaggi, criminali e faccendieri che viaggiano tra diversi continenti barattando denaro e morte in complicità con diversi livelli di potere, lo riconducono a Trapani, in quel piccolo angolo di mondo dove qualcuno cercò di ucciderlo e dove recentemente è stato arrestato il più potente dei capi mafia, Matteo Messina Denaro.
A pochi chilometri da Trapani c'è un antico borgo eretto sulla cima tronca di un'altura.
⦁ le origini storiche di Erice risalgono a tempi molto remoti: agli Elimi o ai Fenici o ancor prima ad epoche preistoriche.
⦁ al tempo degli Elimi si chiamava Iruka, poi divenne Erech per i Cartaginesi ed Eryx per Greci e Romani. Secondo la leggenda la sua fondazione si deve al gigante Erix, figlio di Nettuno e di Venere (ma l'autore lo indica come figlio di Bute e di Licasta). Il gigante fu poi ucciso da Ercole che fece dono della città a Dorieo di Sparta, fratello di Leonida e capo dei 300 combattenti delle Termopili, detti athananoi (gli immortali);
⦁ esisterebbe anche un'altra leggenda che attribuisce la costruzione delle mura di Erice a Dedalo, il geniale inventore del Labirinto;
⦁ il borgo ha forma triangolare, con tre porte poste a due vertici del triangolo - Porta Spada e Porta del Carmine sono nel vertice nord, invece nella punta di sud-est, dove si erge il castello normanno del Balio e il Castello di Venere, non ci sono porte;
⦁ nell'antica Erix era praticato il culto di Venere detta Venere Ericina (ma c'erano anche culti dedicati a Mitra e Sirapide). L'autore associa Venere alla dèa egizia Iside, evitando di citare la Tanit-Astarte dei Fenici, in tal modo egli trasforma la dea della lussuria in una Grande Madre, come Epona e Karidwen.
⦁ A Erice le sacerdotesse di Venere praticavano la prostituzione sacra. Erano 100 ierodule scelte tra le fanciulle più belle della Sicilia. A loro sono dedicati versi di Catullo, Ovidio, Seneca, Properzio.
⦁ il Tempio di Venere era anche un themenos, luogo sacro inviolabile. Perciò il luogo poteva offrire rifugio ai fuggiaschi: nessuno poteva essere catturato o ucciso nel Temene.
⦁ A Erice c'è anche un'antica cisterna nota come "pozzo di Venere".
⦁ il borgo di Erice fu denominato Gabel-el-Hamid nel periodo della dominazione araba (dall'831 al 1167), periodo che stranamente l'autore trascura.
⦁ il vertice di Porta Spada guarda il mare in direzione del Nono chilometro, tra Pizzolungo e Bonagia, nell'area delle grotte preistoriche. Nella grotta di Polifemo c'è una raffigurazione in ocra rossa risalente a 5mila anni fa che rappresenta un labirinto disegnato con sei volute ellittiche concentriche.
⦁ presso la Porta Spada c'è anche l'orma del diavolo. Il "Signore delle Fiamme" era giunto a Erice nelle sembianze di un vecchio pellegrino circondato da una puzza di zolfo (un alchimista?). Una leggenda narra che lanciandosi dall'alto delle mura lasciò imprissa l'orma nella pietra.
⦁ A Pizzolungo, nei pressi del luogo dove il 2 aprile 1985 fu collocato l'esplosivo che doveva uccidere il giudice Palermo, c'è la stele virgiliana posta a ricordo di Enea che vi approdò per dare sepoltura al vecchio padre Anchise.
⦁ il monte di Erice si innalza come una piramide tronca fino all'altezza di 666 metri, la cifra del Diavolo. Nella zona centrale del borgo di forma triangolare c'è l'occhio (Horus è l'occhio, il sole Elios) costituito da una Loggia (Piazza della Loggia, dove è collocato il Municipio), tuttavia il vero centro geometrico corrisponde alla chiesa di San Pietro con annesso un Monastero che ospita dal 1963 il Centro per la Cultura Scientifica "Ettore Majorana".
Dagli elementi riguardanti la storia, la mitologia e la conformazione geologica di Erice si possono trarre molte suggestioni. Penso al caso (ma potrebbe essere solo di un'invenzione virgiliana) che condusse Enea ad approdare proprio nel luogo dove il padre sarebbe tornato tra le braccia della dea Afrodite che era stata la sua amante. La tomba di Anchise, ai piedi del sacro monte di Venere, potrebbe essere il magnifico simbolo dell'eternità dell'amore carnale, come la tomba di Giulietta Capuleti è simbolo dell'eternità dell'amore platonico.
Nella forma del triangolo a me piacerebbe riconoscere una raffigurazione del cespuglio erotico che Anais Nin chiamerà "il delta di Venere". Anche il rito con cui dal Tempio di Venere venivano liberate nove colombe bianche destinate a raggiungere la Tunisia per poi tornare indietro, mi fa pensare ad una corrispondenza amorosa di Enea con Didone (nome assegnato alla regina fenicia Elissa) la cui dimora si trovava proprio nell'attuale Tunisia. Mi piace pensare che il messaggio delle colombe era destinato a non farla sentire abbandonata e a salvarla. Le mie supposizioni sono ispirate da Venere, quelle del giudice scampato all'attentato sono invece visioni cupe. Lui trasforma la licenziosa Venere in una replica di Iside e la fa corrispondere alla Dea Madre dei culti preistoici, che poi divenne la Demetra dei greci, la Cibele frigia e la Cerere italica, nonché la Ceridwen o Karidwen dei celti.
E' una forzatura necessaria per trovare agganci con le dottrine teosofiche di Madame Blavatsky (La iside svelata) e col satanismo di Crowley. Così l'indagine mette in risalto gli elementi più oscuri e funesti:
⦁ Trapani prende il nome da "Drepanum", la falce con cui Saturno avrebbe evirato il padre Crono;Ma cosa c'entra il Diavolo con le vicende criminali dei nostri giorni?
⦁ il monte di Erice potrebbe misurare 666 metri (la misura è imprecisa, in realtà sono 751 e il metro è una misura arbitraria che non esisteva nell'antichità);
⦁ Erix ha il nome di un serpente (Eryx jaculus noto anche come boa jabalina) che era diffuso nel Nordafrica tra il Marocco e la Siria. Questo fa pensare che il culto di Venere si svolgeva nel "luogo del serpente".
⦁ I serpenti sono considerati anche custodi del Temene, seè vero che i profanatori erano destinati ad essere stritolati dalle gigantesche spire di serpenti neri.
⦁ il nome del serpente indica il giavellotto, ma il serpente-giavellotto si può interpretare anche come serpente eiaculatore.
⦁ il Diavolo vi passò per motivi incomprensibili. Ma sappiamo tutti che il diavole è anche il serpente antico dell'Eden.
Nella prima parte dell'indagine Carlo Palermo cerca di annodare in un'unica trama la mafia e i mercanti di armi, il terrorismo palestinese, il vaticano, lo spionaggio internazionale e la finanza ebraica. Sicuramente ci sono punti di contatto che tuttavia non possono confermare l'esistenza di un'unica strategia di dominio. Salvo che non si vogliano supporre segrete convergenze tra il Mossad e Hamas e immaginare un'unica malefica strategia che riunisce insieme l'estremismo islamico, l'affarismo degli ebrei americani e dei cardinali vaticani in combutta con mafia e massoneria. Ma non c'è alcuna prova di tutto questo. Però a Trapani esistono varie logge massoniche che probabilmente fanno da copertura ad accordi illegali o intrecci mafiosi. Qualcuno ne ha contate diciannove. Per completare il quadro viene evocata una ventesima loggia, che potrebbe essere la più oscura, perché venti sono i Misteri/Mestieri evocati nella processione del Venerdì Santo. Che c'entra la processione del Cristo morto? E cosa fanno queste logge massoniche?
Per trovare una risposta l'ex-giudice parte dalle invettive di un sacerdote cattolico, Antonino Santangelo, attraversa la scabrosa vicenda che segnò la tragica fine di Beatrice Cenci, un articolo pubblicato su Penthouse, il film Caligola diretto da Tinto Brass e poi si immerge nella decifrazione di alcuni documenti: la lettera di un sedicente principe rosacrociano (nel libro è chiamata carta M); le 11 pagine di appunti di oscura origine raccolti dalla Guardia di Finanza; l'immagine utilizzata nel 1960 in una comunicazione aziendale della Standard Oil.
Nei documenti si intrecciano l'Araba Fenice e la Torre di Babele, ci sono le bestie dell'Apocalisse e strani riferimenti alla setta dei Rosa-Croce.
⦁ Nei culti venusiani dell'antica Erice comparivano le colombe. Questi uccelli, che talvolta sono raffigurati insieme alla dèa, trasmigravano tra la Sicilia e le coste del Nordafrica. L'autore vi scorge un allusivo rinvio al mitico uccello che muore e poi risorge dalle proprie ceneri: Phoenix.
⦁ L'araba fenice era un simbolo dei fenici. Sembra un ulteriore nesso tra le mitiche origini di Erice, i culti dedicati alle dee (Venere-Astarte) e riti magici che evocano le fiamme, la morte e la rinascita.
⦁ Erice sarebbe anche una sede della misteriosa energia del Vril che ci rimanda ai riti magici di Aleister Crowley, il sedicente mago che si identificava con la Bestia 666. Anche questo collegamento sembra piuttosto forzato perché Crowley, nel suo periodo siciliano, scelse Cefalù come sede della Thelema, non Trapani o Erice.
⦁ La Torre di Babele compare nel disegno della Standard-Oil, società petrolifera del gruppo Rockefeller. Solo un notevole sforzo di immaginazione può assimilare il disegno al Monte Erice: il vertice è aguzzo, non tronco; alla sommità non troviamo una città triangolare ma solo una torre affiancata dalla punta della spirale. Nelle raffigurazioni pittoriche della Torre di Babele la struttura a spirale è ricorrente, ma non somiglia al monte siciliano.
⦁ Rockefeller è erronemente indicato come rappresentante della finanza ebraica e gli viene attribuita, oltre alla fondazione di varie consorterie (Commissione Trilaterale, Gruppo Bielderbeg, ecc) anche il sostegno finanziario al CERN di Ginevra, un importante centro di ricerche di fisica nucleare che ben si associa al Centro studi "Ettore Maiorana" con sede ad Erice.
Se Rockefeller finanzia il CERN e fa distribuire raffigurazioni della Torre di Babele non ci sta forse dicendo che il Centro di Cultura scientifica con sede a Erice presieduto dallo scienziato Antonino Zichichi è una babelica sfida a Dio? Ecco, io non ce lo vedo un cattolico come Zichichi a intitolarsi questa strategia luciferina, ma chi può escluderlo? Il figlio di Zichichi che scrive libri sulla storia antica di Erice non è un buon indizio per comprendere che lì, nei convegni scientifici di Erice, gli eredi dell'Ordine dei Rosa-Croce in combutta con l'Opus Dei, coi Gesuiti, con le sette esoteriche del Sole Nero e i Venerabili Maestri dei Templi massonici operano per il "raggiungimento della creazione e dell'immortalità"?

.jpg)
