Sono tante le due ruote di cui possiamo avere nostalgia. Il Ciao in modo particolare.
La Piaggio aveva già segnato gli anni del boom con la tecnologia modernissima e lo stile innovativo della Vespa, lo scooter inventato dall'ingegnere abruzzese Corradino D'Ascanio. Nel 1967 portò sulle strade il magnifico Ciao. Un ciclomotore molto semplice, essenziale, dal motore silenzioso e quasi invisibile.
Sono pochi gli oggetti che possono rappresentare quegli anni allo stesso modo, davvero furono Anni Ciao come declamava allora la pubblicità.
Erano gli anni della primavera giovanile, delle chitarre e dei mangiadischi, delle minigonne e della libertà adolescenziale.
Le sardomobili hanno cieli di latta
Liberi "chi Ciao"
"Chi Ciao" canta la ballata dell'arcobaleno;
scrive blu con l'acqua fresca;
scrive rosso con le rose;
scrive verde con le foglie...
Anche tu lo sai:
le sardomobili hanno 4 ruote
ma vorrebbero averne 2
come il Ciao
Esci dal guscio, gioiati Ciao
Le sardomobili mangiano asfalto, fragole chi Ciao.
Anche il Ciao aveva soluzioni geniali. Il serbatoio non era dentro il tubone del telaio, e non sembrava neanche il fiaschetto agganciato sopra; il motore completamente coperto assicurava una perfetta pulizia in ogni situazione, molto apprezzata dalle ragazze; la cinghia di trasmissione era montata su un variatore automatico di velocità, il Ciao non aveva la catena e non aveva bisogno del cambio di marce; la forcella non aveva gli stantuffi ma un ammortizzatore a leva. Un vero capolavoro di semplicità e di design.
Dal sito della casa di Pontedera scopro che anche il Ciao è nato dalla mente di Corradino D'Ascanio. L'aveva progettato già dal 1955.



