L'infinità dello spazio mi inquietava fin da bambino, il tempo ancor di più: supremo mistero del nascere e del morire.
Da liceale scoprii che l'antesignano dei capelloni, lo scienziato hippy, aveva svelato il mistero, almeno in parte, aveva scoperto la profonda l'unità di spazio e tempo. Era entrato nella tana del bianconiglio.
Per capire qualcosa delle straordinarie scoperte di nonno Einstein disegnavo grafici in cui incrociavo lo spazio e il tempo, separavo il passato da futuro e mi interrogavo sulla forma della vera invisibile realtà: lo spazio illimitato, il tempo circolare, gli universi paralleli, il tempo retrogrado, il passato che non passa e il futuro che esiste da sempre... ora ritrovo lo stesso grafico e le stesse domande nel videoblog di Simone Baroni che ci offre anche una spiegazione chiara.
e se volete, all'argomento si dedica anche Guido Tonelli.
Ma nessuno dimentichi di leggere il libro di Carlo Rovelli - L'ordine del tempo - Adelphi
