5.11.20

Il ritratto del lampionaio


Tra le opere visionarie del pittore irlandese Jimmy Lawlor c'è questo viandante carico di valigie che potrebbe essere un ritratto del lampionaio.
Cammina con un carico di valigie che non pesano; sono il bagaglio del sapere, della memoria, della conoscenza, della personalità. Ogni valigia è legata ad un filo che sale verso il cielo. Quei fili sono sentimenti: nostalgie e aspettative, desideri e rimpianti.  Il cielo non appare sereno. Nel cielo ci sono gomitoli di fili che talvolta s'aggrovigliano e che il lampionaio cercherà di districare.

 

Non ripeterò qui il mio legame emotivo con l'Irlanda e col suo cuore fiabesco. Dirò soltanto di una nonna che scrutava dentro i sogni.

Qui il viandante lascia dietro di sé una scia di libri che volano come uccelli e forse diventano uccelli. I libri lo fanno davvero. Nessuno ricorda tutto quello che è scritto in un libro. Col passare del tempo le cose lette nei libri si dissolvono, volano via, ma qualcosa resta nell'aria, continua ad accompagnarci come un profumo o un fremito d'ali.

La musica rallegra il viandante. Gli regala un'ebbrezza meravigliosa. E ora so che non potrei riportare in un libro stampato questo almanacco che ha preso la forma del blog, perché non potrei racchiudervi quei gioielli di musica che potete trovarvi: dal violino gaelico di Jenny O'Connor ai Fiumi di Babilonia che fanno volare le fanciulle, dalla mahalageasca di Cyd Charisse agli esuberanti trionfi musicali di Andre' Rieu, dall'insinuante malizia di Adriano Celentano a quella zuccherosa di Jessica Pare, fino a ritrovarci con l'uomo-orchestra sul Ponte Carlo di Praga. 


Jimmy Lawlor ci disvela anche il segreto più intimo del lampionaio raffigurando la fata danzante in una nuvola di luci notturne. Sono sempre femminili le luci e i miraggi del lampionaio.