Quasi tutte le figure che vediamo nelle visionarie illustrazioni di Michael Parkes hanno lo sguardo perso verso orizzonti lontani. E' un artista a cui ho già reso omaggio in un precedente post, ma voglio tornare a farvi contemplare alcune sue opere in cui s'intravvede un infinito simile a quello di Giacomo Leopardi. Un infinito che si colloca oltre il margine del foglio, dietro la cornice del quadro. Verso l'orizzonte al nostro sguardo escluso si volge lo sguardo di donne. I loro occhi malinconici guardano lontano, insieme a quelli di belve mansuete oppure a strane figure aliene. Sono tutti collocati sul limite di una roccia, sul bordo di un terrazzo o sul cornicione di un palazzo.
Lo sguardo dell'artista non è rivolto verso gli orizzonti, si ferma sul confine ultimo del viaggio, làdove sono fermi i suoi personaggi, là dove la strada finisce e solo lo sguardo cerca di andare oltre, nell'oltremondo.
Michael Parkes è un accademico americano. Nei suoi quadri c'è la precisione del disegnatore attento e una convergenza di grazie e di silenzio.
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| Il mito di Europa |
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| La sirena |
In questa visione appare anche la porta che conduce nell'oltremondo







