Piero della Francesca ha realizzato nel 1451 un dipinto che si trova nel Tempio Malatestiano di Rimini, cioè quel Duomo dalla facciata sbilenca che fu realizzato da Sigismondo Pandolfo Malatesta, ma come disse Papa Pio II° «Costruì un nobile tempio a Rimini in onore di San Francesco; ma lo riempì di tante opere pagane che non sembra un tempio di cristiani ma di infedeli adoratori dei demoni».
Tra le numerose opere del Tempio Malatestiano il dipinto, che raffigura lo stesso Sigismondo Pandolfo, suscita qualche curiosità, non solo per la sua data che coincide con la nascita di Cristoforo Colombo, ma anche per quello sfondo chiaro che assomiglia alla mappa del Nordamerica. Un caso? Una fortuita somiglianza di forme? Forse, ma non è l'unica mappa che non dovrebbe esistere.
Chi avrà la pazienza di ascoltare la conferenza di Riccardo Magnani scoprirà che altri elementi del dipinto possono sembrare riferimenti alle Americhe: ci sono i due levrieri che guardano a destra e a sinistra e rimandano simbolicamente all'ordine dei domenicani; c'è il festone che sembra sovrastare la mappa che dovrebbe coincidere col 44° parallelo, quello che passa nella città di Rimini. Se poi si continua ad indagare con un po' di fantasia si arriva a scoprire che Pisanello già nel 1438 avrebbe rappresentato una perfetta mappa dell'America meridionale nello sfondo di una visione di Sant'Eustacchio e che lo stesso Pisanello nel 1440 avrebbe realizzato anche una mappa del Golfo del Messico come sfondo del ritratto di Ginevra d'Este, moglie di Sigismondo Pandolfo Malatesta. Le suggestioni suggerite da Riccardo Magnani sono tante, egli infatti ci ricorda che la famiglia di Ginevra d'Este è legata alla proprietà del castello di Manta di Saluzzo dove esiste un'altra mappa delle Americhe.
Non c'è nessuna prova in alcun documento che possa confermare la conoscenza del continente americano prima del viaggio di Colombo, ma il gioco dei rimandi è piuttosto suggestivo. Inoltre si conoscono anche altre mappe ci mostrano il continente americano quando nessuno avrebbe potuto averne una piena conoscenza.
La mappa del geografo Piri Reis, che era un comandante navale ottomano, è datata al 1513, venti anni dopo il viaggio di Cristoforo Colombo, un tempo sufficiente a diffondere la conoscenza del nuovo mondo, ma la sua mappa è sorprendente perché disegna con grande precisione le coste del Sud America. Lo stesso stupore desta anche la mappa consegnata nel 1502 da Antonio Cantino al Duca di Ferrara peché le coste dell'America Latina sono disegnate con un estensione maggiore di quella che doveva essere nota a solo due anni di distanza dai primi viaggi di Pedro Alvares Cabral.
Ancora più sorprendete la mappa di Calopodio nella quale si riconosce perfettamente l'Antartide. Siamo nel XVI° secolo, cioè molto prima della scoperta dell'Antartide, che si fa risalire al 1820, quando la spedizione russa di Lazarev e Bellingshausen segnalò il primo avvistamento, ma senza poter tracciare il perimetro dell'intero continente.
Cosa dire di questo dipinto che raffigura un mappamondo completo col continente americano disegnato e posizionato come nei mappamondi di oggi e comprende anche il continente antartico?
E' un dipinto visibile sulla volta del Salone della Grottesche nel Castello di Manta di Saluzzo.
Sulla volta della Sala della Creazione nel Palazzo Besta di Teglio (prov. Sondrio) è visibile una mappa che potrebbe essere copiata dalla "Weltkarte" disegnata nel 1545 dal cartografo e matematico renano Caspar Vopell (1511-1561). Però il dipinto contiene una datazione che sembra farla risalire a ua data precedente: “Terra Australis recenter inventa anno 1499 sed nondum plene cognita.
Dobbiamo concludere che all'inizio del XVI° secolo c'era già una buona conoscenza dell'estensione e della forma del nuovo continente.
Altre curiosità ed altre connessioni si possono ascoltare dalle lezioni radiofoniche del prof. Franco Farinelli (oltre 5 ore).
Qui vi propongo anche il canale YouTube di Riccardo Magnani, sostenitore della ricostruzione "eretica" che ho già citato. Nella sua ricostruzione la questione della scoperta dell'America viene posta in relazione anche con la famiglia fiorentina dei Medici e con l'identità di Leonardo da Vinci.
Anche nel sito del giornalista Ruggero Marino si possono trovare molte informazioni sulle ricerche di tipo "eretico".
P.S. - devo rettificare quel che ho scritto: non è più possibile affermare che non ci sono prove sulla conoscenza del continente americano prima del viaggio di Cristoforo Colombo. Ora una prova ci sarebbe, anzi più d'una. Uno studio sulla rivista Nature basato sull'analisi condotta su alcuni alberi in territorio canadese dimostra la presenza dei vichinghi già dal 1021. Ma ancor più interessante è la riscoperta di un manoscritto di Galvano Fiamma. Il frate milanese vissuto nel Trecento menziona una terra chiamata Marckalada,
situata a ovest della Groenlandia. Tutta la vicenda è riportata nel recente libro di Paolo Chiesa, Marckalada - Quando l'America aveva un altro nome - 2023. Dal racconto emerge che a Genova qualcuno sapesse dell’esistenza dell’America un secolo e mezzo prima del 1492. Qui un articolo sulla scoperta del testo di Galvano Fiamma.
Altre ricerche potrebbero dimostrare che Cristobal Colon non era italiano, ma probabilmente un ebreo spagnolo che nascondeva le proprie origini per sottrarsi alle persecuzioni






