7.5.10

La labbra della regina egizia

Tutta la sensualità femminile nella sua essenza più pura in un frammento di pietra che ha attraversato i millenni. 

Title: Fragment of a Queen's Face

Period: New Kingdom, Amarna Period

Dynasty: Dynasty 18

Reign: reign of Akhenaten

Date: ca. 1353–1336 B.C.

 

Qualcuno vorrebbe riconoscervi la regina Tiye o Tiy.  Ma chi era Tiye?

 

Forse questa magnifica creatura fu la protagonista della congiura dell'Harem, colei che ordì una sanguinaria cospirazione ai danni del coniuge, il faraone Ramses III°. Lo fece uccidere con l'intento di porre il proprio figlio, Pentaur, sul trono egizio scalzando il legittimo erede Ramses IV°. Ma la congiura fu sventata proprio dall'erede. Non sappiamo se anche la regina Tiye morì in seguito al fallito colpo di Stato.

Il volto di Tiye integralmente conservato in un'altra scultura è molto diverso. La bocca ha gli angoli piegati verso il basso. Non somiglia al frammento conservato nel museo di New York.

Esiste però anche un'altra regina con un nome molto simile: Tiy, grande sposa reale di Amenofi III° e madre di Amenofi IV° che divenne poi Akhenaton, il fondatore del culto monoteistico del dio Aton, il disco solare. Il precedente culto di Amon-Ra fu abolito. Akhenaton sposò la celebre e bellissima Nefertiti, fece edificare una città dedicata al dio Aton, chiamata Akhetaton, ma la sua rivoluzione religiosa ebbe breve durata. Alcuni studiosi ritengono che il culto di Aton non avesse annullato l'esistenza di altre divinità, ma avesse solo la netta prevalenza sugli altri (enoteismo). Pochi anni dopo la sua morte, i monumenti al dio solare furono abbattuti e il nome del faraone fu cancellato dalle liste reali. 

Se è vero che il culto di Aton era affidato ad un limitato numero di sacerdoti, gli oracoli erano stati proibiti e i templi di Aton non raccoglievano tasse, si può comprendere che la riforma religiosa era anche una importante riforma politica. 

Viene attribuita al faraone eretico Akhenaton la stesura del celebre "Libro dei Morti" che contiene molte formule, ma di cui esistono svariate versioni.

Akhenaton ebbe, da una propria sorella, un figlio di nome Tutankhaton, il cui nome, dopo il ritorno al precedente culto di Amon, fu mutato in Tutankhamon (immagine vivente di Amon).  La cerimonia di incoronazione, già svoltasi ad Akhetaton sotto il patrocinio del dio Aton, venne ripetuta a Karnak, questa volta sotto l'egida di Amon.

Tut-ankh-aton salì al trono giovanissimo (9 o 10 anni), dopo la morte di Smenkhara che era stato il primo erede di Akhenaton. Morì pochi anni dopo. Non c'è certezza sui suoi natali: si ipotizzò che fosse figlio di Amenhotep III e della regina Tye, e quindi fratello di Akhenaton, ma anche che potesse essere figlio di Akhenaton e Nefertiti (questa è la tesi sostenuta da Immanuel Velikovskij) o di una regina minore, Kiya, o ancora di Akhenaton e della propria figlia Maketaton. Grazie alle analisi del DNA è ormai stata identificata come madre di Tutankhamon la giovane regina senza nome, figlia di Amenofi III° e di Tiy, quindi sorella carnale di  Akhenaton probabilmente considerata anche sua sposa, sia pure di rango inferiore a Nefertiti, la grande sposa reale.

*   *   *

Amon era noto anche come "il dio nascosto", perché la sua figura non poteva essere rappresentata. Il culto era garantito da una schiera di potenti sacerdoti che ripresero il potere dopo la morte di Akhenaton e di suo figlio Smenkhara.

Amon era Nascosto d'aspetto, misterioso di forma. Non esisteva, almeno fino a una certa epoca, un geroglifico che lo rappresentasse. Mentre le altre divinità erano espresse da un geroglifico con le loro sembianze, i geroglifici del nome di Amon si limitano a fornirne i segni fonetici della pronuncia.

Amon era identificato anche con altre divinità: Min, che era un dio fallico della fertilità, e Ra, che era il dio solare di Eliopoli. In questo dio trinitario si possono ritrovare molti caratteri che lo accomunano al monoteismo giudaico-cristiano. Amon era amico dei poveri, consolatore degli afflitti, era sempre disposto al perdono e alla misericordia. Amon era garante di ordine, giustizia e benevolenza (virtù incarnate dalla dea Maat), coloro che gli rivolgevano preghiere erano tenuti a dimostrarsene degni e per questo avevano l'obbligo di confessare le loro mancanze.

«[Amon] che giunge alla voce del povero che soffre e che dà fiato all'infelice […] Tu sei Amon, Signore del silente, che giungi alla voce del povero; quando ti chiamo nell'afflizione, tu vieni e mi salvi … Nonostante il servo sia disposto al male, il Signore è disposto a perdonare. Il Signore di Tebe non trascorre nell'ira un giorno intero; la sua rabbia passa in un momento, non rimane. Il suo respiro giunge a noi in misericordia. Possa il tuo ka essere buono; possa tu perdonare; non accadrà più.»

«Tutti gli dei sono tre: Amon, Ra e Ptah; coloro che sono senza pari. Il nome della sua natura nascosta [imn significa nascosto] è Amon, egli è Ra nel volto, il suo corpo è Ptah.»

(Inno ad Amon, Papiro Leiden I-350, Capitolo n°300)

Nella città egizia di Tebe, dove fu trasferita la residenza reale di Memphi, esisteva anche un'altra triade composta da Amon come padre, Mut come madre e dal dio lunare Khonsu come figlio. 

«Signore di ciò che è, permanente in tutte le cose,
unico in sua natura come il Seme degli dei […] capo di tutti gli dei.[…]
La tua dolcezza è nel cielo settentrionale,
la tua bellezza rapisce i cuori, l'amore di te fa languide le braccia,
la tua forma bella rende deboli le mani, e i cuori, alla tua vista, ogni cosa dimenticano.
Tu sei l'unico che fece tutto ciò che è.»

(Inno ad Amon-Ra, Papiro Boulaq)