10.7.10

La cartolina

 

Non so più in quale data, né quale viaggio m'avesse portato là, davanti al duomo di Parma, in quella piazza che emana la stessa quiete delle sette chiese di Santo Stefano a Bologna. Erano gli anni novanta, probabilmente, e nel mio cuore echeggiavano ancora palpitazioni di un passato ancora precedente vissuto nella magica Verona di Giulietta Capuleti dove m'ero felicemente perso dietro alla gatta con gli stivali, l'avevo inseguita nei labirinti di carta, l'avevo spiata alla gala degli ufficiali, avevo creduto alle sue labbra e alle parole, tutte false, perché lei era la fattucchiera delle bugie. L'infingarda mi aveva irretito in un soave paradiso di bugie.