Solo alcune berline italiane potevano sostenere il confronto: la Fiat 2300 che lasciò il posto alla 130 degli anni '70 e forse qualche modello Lancia.
Tra le Mercedes non c'erano solo le sontuose berline, c'era anche la "pagodina": un gioiello.
Nella mia piccola città solo un paio di imprenditori possedevano la Mercedes. Erano vetture che avevano un aspetto aristocratico, quasi monumentale, invece la pagodina sembrava un giocattolo, era l'autovettura del barone, il suo più evidente segno di leggerezza e di distinzione.
La pagodina è giustamente celebrata dalla rivista Ruoteclassiche con un articolo in cui le viene attribuito il titolo di "principessa".
Sì, la Pagoda Mercedes è un oggetto raro, perfetto, che non invecchia, conserva una gradevolissima magrezza, è ancora oggi un'icona di eleganza che non mostra neanche un capello fuori posto. Una vera principessa.
"Il progetto data 1961, motore a 6 cilindri da 2,2 litri, carrozzeria firmata Paul Bracq, presentazione a Ginevra , 1963. Roadster, in principio, intesa come spider... prodotta fino al 1971" (Giorgio Terruzzi)Nell'ambito delle sportive la pagodina doveva confrontarsi col fascino retrò delle MG, delle Triumph e della intramontabile Morgan, e soprattutto con la sobrietà delle italiane firmate Pininfarina: le sinuose sportive dell'Alfa Romeo, dalla Giulietta spider alla Duetto (entrambe nate dalla matita di Franco Martinengo) e le più borghesi della Fiat 1500 o le aristocratiche della Lancia: l'Aurelia, la protagonista del film "Il sorpasso", e la Flaminia GT Convertibile presentata nello stesso anno della Flaminia presidenziale.
Poi arrivò la grintosa Fulvia HF campionessa nei rally. Tra tutte queste fantastiche cabriolet non sfigurava neanche la piccola Fiat 850 Spider che fu protagonista del film L'Automobile del 1971 con Anna Magnani. Una delle prime vetture disegnate da Giorgetto Giugiaro per la carrozzeria Bertone.
In questo piccolo elenco delle biposto non può mancare la Fiat 124 sport spider, firmata da Pininfarina. L'elenco non è completo. Alle magiche Jaguar dovremo dedicare un altro post, come abbiamo già fatto per le meraviglie, quasi estraterrestri, prodotte in quegli anni da Maserati, Lamborghini, Ferrari e Rivolta.






