11.11.19

Manosphera, il covo dei maschilisti

Maschi e femmine. Le questioni di genere agiscono come un incessante tumulto sotterraneo che può condizionare tutte le nostre scelte, eppure lo si percepisce poco nella superficie della quotidianità. Le ordinarie relazioni sociali tendono a celare le pulsioni più profonde. Le convenzioni sociali ci impongono un occultamento, dobbiamo far finta che non sia eros a governare i nostri comportamenti.

Le apparenze devono essere neutrali, devono adeguarsi ad una presunta normalità che in passato corrispondeva all'ordine patriarcale. Quell'ordine ora è respinto in nome di una visione più libera ed egualitaria. Ad essere più libere sono le donne e la loro emancipazione viene percepita da molti come minaccia alle tradizioni, sconvolgimento dell'ordine naturale e perfino come satanico tentativo di distruggere la bellezza della sessualità (la famigerata "teoria gender"). 

Non è facile capire se il tramonto del modello patriarcale, basato sulla famiglia governata dal capo-maschio con donne obbedienti e sottomesse, prelude ad un sistema ugualitario in cui il maschile e il femminile si annullano per lasciare il posto a una omologazione in cui tutto è intercambiabile, tutto è frutto di libere scelte, oppure se il modello patriarcale stia per essere rovesciato e soppiantato da un nuovo ordine di tipo matriarcale. Questa possibilità per molti è l'incubo di un prossimo dominio femminista. 

C'è chi la prospetta richiamandosi ad una sorta di teoria dei "corsi e dei ricorsi storici". Se è vero che il patriarcato si impose in un lontano passato in contrapposizione ad un precedente modello matriarcale che avrebbe dominato le antiche civiltà umane (tesi sostenuta da J.J. Bachofen) allora non si può escludere la possibilità di un nuovo rovesciamento e l'avvento di una nuova era matriarcale.
Altre teorie, che non hanno la base storica e antropologica di Bachofen, si limitano a denunciare i segnali del cambiamento a partire dal successo ottenuto dal femminismo. La conquista di diritti da parte delle donne diventa agli occhi di alcuni uomini un evento sconvolgente e un preannuncio di catastrofe. Nascono così movimenti che proclamano l'urgenza di una reazione maschilista da contrapporre all'insidioso femminismo, denunciano il femminismo come strategia volta alla distruzione dei naturali diritti dei maschi da rivendicare in nome di un principio di autodifesa del maschio. Così si sono generate ideologie deliranti, come quella del "maschio 100x100", oppure visioni paranoiche capaci di elaborare slogan che scimmiottano un femminismo al contrario: lega-maschio, pari opportunità maschili, guerra santa maschilista contro il nazi-femminismo. Da una parte c'è il leader di questo presunto movimento maschilista che si atteggia a vip, si fa fotografare insieme allo screditato Diprè, a Fabrizio Corona, all'ormai proverbiale Scilipoti e si allea con l'islamismo inventato di Adel Smith, dall'altra c'è un universo di maschi single che si auto-compiangono come "incel", gli involontariamente celibi.  

Tutte queste tendenze vengono raccolte nella cosiddetta "manosphera", che significa sfera informatica riservata agli uomini (man). E' il covo dei maschilisti.

In questa pagina de il Redpillatore c'è la definizione dei sei principali gruppi: MRA, PUA, Mgtow, Incel, Blackpill, Redpill. Un universo di svalvolati e disperati (qui il loro vocabolario) che può anche apparire come un serbatoio di criminalità (in tal senso l'inchiesta di Melissa Aglietti). 

Tutte le visioni paranoiche tendono a degenerare e risulta innegabile un aspetto violento e criminale del maschilismo, tuttavia credo che la questione non possa essere archiviata come semplice delirio a sfondo criminale. Il crimine è spesso generato da condizioni di effettiva disperazione dellepersone sulle cui cause sarebbe giusto indagare.