Jacqueline era una ragazzina semplice. Una bellezza tenera, quasi paffuta. Il suo sguardo era magnetico. Luminoso. Aveva qualcosa di felino.
Un nome francese la distingueva dalle ragazzotte americane che aspettano di essere invitate al ballo del college.
Era difficile capire che quella studentessa carina e diligente sarebbe diventata un'icona della storia americana e della storia del mondo.
Entrò nella corte dei Kennedy e diventò la first lady. Elegantissima e affascinante. Non era solo la moglie perfetta del Presidente. Era la colonna della famiglia ideale, il compimento del sogno borghese nell'epoca delle grandi innovazioni, delle più ardite trasformazioni sociali, dei più entusiasmanti progressi della tecnologia. Erano gli anni della musica travolgente, della liberazione dei costumi, della cultura hippy, dei primi astronauti... Intorno ai fratelli Kennedy c'era una corte di intellettuali e di artisti, erano i cavalieri della nuova frontiera, e lei era la regina della nuova Camelot.
Il mondo era incantato dalla sua grazia, tanto modesta quanto sovrana. Forse lo sarà per sempre.

