Il ragazzo che seguì le orme di Woody Guthrie era un giudeo sempre spettinato, introverso, con una strana voce nasale.
Aveva rubato il nome a un poeta e poi, copiando Woody, s'inventò l'immagine di un vagabondo con la chitarra e l'armonica. Allora tutti i giovani volevano fare i vagabondi con la chitarra e l'armonica. Ma poi fanno anche altre cose, fanno soprattutto quel che serve. Lui invece è rimasto dentro il suo cliché di poeta vagabondo ed è diventato Bob Dylan, il menestrello che declama versi ermetici come un profeta. E' diventato più importante di un re. Ma quando gli hanno conferito il premio Nobel che avrebbe dovuto ritirare dalle mani del Re lui non andò, forse per ribellione, forse per superbia, forse per timidezza.
I suoi versi sono ovunque, soffiano nel vento. La sua voce è una guida, ciispira anche quando non sa cantare. La sua armonica èil lamento di un cuore straziato. La sua poesia è un sogno rivoluzionario che ha incantato John Lennon e Leonard Cohen, Cat Stevens e Bruce Springsteen. La rivoluzione è una primavera senza cannoni e senza fucili, una rivoluzione di pace.
Blowing in the wind
Mr Tamburine
Bob Dylan e Joan Baez
Bob con Susan Tedeschi

