17.7.19

Donne con la chitarra

Negli ultimi post abbiamo parlato di Woody Guthrie e di Bob Dylan, cantori della beat generation. Le loro canzoni ci riportano ad un epoca difficile e meravigliosa, piena di sogni e di entusiasmi, piena di miraggi che si avveravano, quando scienza e tecnologia sembravano affrancare l'umanità dalle fatiche e dalle malattie; quando uguaglianza e libertà sembravano poter portare nel mondo giustizia e pace perpetua.
Mentre John Lennon scriveva i versi di Imagine nelle sale cinematografiche veniva proiettato Alice's Restaurant  su una storia scritta, interpretata e musicata da Arlo Guthrie, il figlio di Woody. In quel film c'è tutto il clima emotivo della beat generation.

Ma non basta citare questi nomi. La chitarre e le armoniche non sarebbero nulla senza le ragazze. Il viaggio senza meta di Sal e Dean, quello raccontanto nel romanzo di Jack Kerouac, On the road, non avrebbe senso senza Carolyn e Luanne. Bob Dylan non sarebbe lui senza la guida e la cura di Joan Baez. Forse Joan Baez è stata tra le prime a imbracciare la chitarra, insieme a Odetta Holmes, con quello spirito ribelle simile a quello di Woody Guthrie: la chitarra come un'arma pacifica. 

Joan Baez è salita giovanissima sui palchi dove ha portato una musica country che diventatava musica politica e doveva spazzar via dal mondo dittatori e fascisti, guerre e discriminazioni. 


 Joan Baez era alla grande marcia di Washington il 28 agosto 1963, cantò per la stessa immensa folla che ascoltava il reverendo Martin Luther King, lei era alla marcia di Selma nel 1965, era alle proteste contro i massacri del Vietnam, era sul palco di Woodstock, il mitico raduno hippy del 1969, dove si esibì nonostante fosse incinta col marito in prigione. La ragazza con la chitarra ha percorso tutto il cammino della conquista dei diritti civili. E con lei altre ragazze con la chitarra, come Judy Collins.  Un cammino duro, costellato di sangue e di morti, che sembra non finire. Abbiamo rivisto Joan sull'albero di Julia Butterfly Hill, poi l'abbiamo rivista alle manifestazioni contro la guerra all'Iraq e poi alle proteste contro gli sfratti della povera gente seguiti al disastro dell'Uragano Katrina nel 2005.

Potete vederla qui in una serie di immagini pubblicate dal Guardian.  

Joan è andata a Praga ad abbracciare il poeta Václav Havel,  ha dato il suo sostegno a Gino Strada, alle inchieste di Michael Moore, ha voluto sostenere la resistenza del popolo turco alle repressioni del regime di Erdogan.


Nel 2011, Joan, magnifica signora dai capelli bianchi, ormai nonna, ha portato la sua voce e la sua inseparabile chitarra tra i manifestanti di Occupy Wall Street a Zuccotti Park, dove abbiamo rivisto anche Angela Davis.

 

Joan Baez è stata la guida, dopo di lei abbiamo conosciuto tante ragazze con la chitarra, da Emmylou Harris a Tracy Chapman e alle nostre Paola Turci, e Carmen Consoli, ma qui voglio chiudere il post con due registrazioni di una donna che forse non conoscete: Sarah Lee Guthrie. Sì, è la figlia di Arlo, nipote di Woody. Anche lei con la chitarra, quella che il nonno proclamò arma pacifica per far sparire tutti i fascisti dal mondo.