15.7.19

Woody

 Woody Guthrie è stato il primo poeta armato di chitarra. Sulla sua chitarra c'era scritto "This Machine Kills Fascists". Sapeva di cosa parlava perché era stato in Italia come soldato a combattere contro i nazi-fascisti. Ma lui non voleva agire da soldato, i fascisti voleva ucciderli con la sua musica libera, con le sue parole da anarchico vagabondo, col suo sogno di una terra di tutti. 

L'America l'aveva mandato a combattere i fascisti, ma l'America non era un paese democratico, gli proibirono di suonare e cantare in radio. Era l'America del maccartismo dove facevano fortuna i razzisti, quelli che vietavano la casa ai neri come il vecchio Trump, quelli che odiavano gli ebrei come il re dell'industria automobilistica.

A lui si ispirò il giovane Robert Allen Zimmerman. Chitarra e armonica come lui e un cognome rubato al poeta Thomas Dylan. Poeta vagabondo, cantante da strada, Bob Dylan premio Nobel della letteratura. Ma tutto è cominciato da Woody.


 


Nora ci ha raccontato che, quando era bambina, suo padre tornava dai viaggi di musicista vagabondo
e stava con i suoi bambini sempre in terra a giocare ed anche a mangiare.

Non gli piaceva sedersi a tavola perchè amava il contatto con il suolo.

Woody aveva uno spirito libero e viveva la sua vita con gente che non aveva niente.
Amava sedersi in terra con loro, intorno al fuoco.
Pensava che, se si fosse abituato a sedersi a tavola, sarebbe stato molto più difficile lasciare la sua famiglia per il prossimo viaggio.

Quando Nora mi ha raccontato questo mi ricordo che le ho detto: dopo una storia così bella, stasera non ci possiamo sedere a tavola!
Allora ci siamo seduti in terra per conversare e mangiare e tutti abbiamo sentito un’energia più vera:
un’energia profondamente ancorata in quel rituale semplice”.

Beppe Gambetta