Come le melusine che emergevano dai pertugi, dai tronchi secchi, dai fumacchi e dalle radici dei fossi, le moderne sirene s'insinuano negli schermi, passano negli spot pubblicitari, strisciano tra i fogli dei rotocalchi, occhieggiano dalle vetrine, dai cartelloni.
Splash - una sirena a Manhattan è un film del 1984. Una storia banalmente sentimentale senza alcuna pretesa culturale. Solo la frivolezza hollywoodiana poteva premiarlo con l'oscar alla bella protagonista, Daryl Hannah, e al regista Ron Howard. Ma quel film, che a molti sarà sembrato perfino sciocco, è riuscito a consacrare Daryl come eterna sirenetta dando alla figura fiabesca di Andersen il corpo e il volto di Daryl che èrimasta per sempre la sirena di Manhattan, anche quando la ritrovammo sui giornali di gossip come la fidanzata di John-John e poi come la contestatrice ambientalista.
La sirenetta di Copenaghen che guarda il mare da uno scoglio, grazie a Daryl s'è finalmente animata, s'è trasferita sotto la statua della libertà e possiamo riconoscerla durante le manifestazioni degli ambientalisti.
I giornali ce l'hanno mostrata in manette nel 2017, quando partecipò al sit-in davanti alla Casa Bianca per protestare contro l'oleodotto in costruzione tra Canada e Texas. Era già stata arrestata nel 2009 a anche nel 2006 a Los Angeles. Non possiamo non ammirarla nella sua magnifica fierezza. Non può essere una semplice attrice, l'ex compagna di un kennedy, lei è un'autentica sirena.
Quentin Tarantino, quel monello che si dichiarava innamorato di Barbara Bouchet (e chi non lo fu?), ha cercato di deformare l'immagine della nostra sirenetta mostrandocela come una donna violenta carnefice e vittima sacrificale in teatro splatter di mutilazioni, vendette, sadismo. Tra i capricciosi orrori di un maniaco mentalmente disturbato Daryl riesce a riemergere e ad apparirci come una superba piratessa. Alla termine dell'incubo tarantiniano tornerà ad essere per sempre la sirena di Manhattan.
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Un tempo erano solo i bambini a credere nelle favole. Ora c'è un intero popolo collegato in rete (sarebbe meglio dire: caduto in rete, come un branco di pesci) che condivide inquietanti immagini di orribili pesci-sirena. E chi vorrà credere a queste strane fole potrà invocare anche autorevoli testimonianze, tra cui c'è perfino quella di Cristoforo Colombo. Lo scopritore della americhe annotò su un diario di bordo d'averle viste nel 1493 a largo della costa dell'Africa occidentale. Nel 1609 le vide John Smith, presidente della colonia inglese della Virginia, poi c'è la testimonianza di William Munro, un insegnante scozzese, la cui lettera fu pubblicata dal Times nel 1809. Nel 1886 alcuni pescatori segnalarono la presenza di sirene a Cape Brooklyn Eagle, e chissà quante ancora, ma a noi piace continuare a credere solo in lei: la dolce indomabile sirena bionda di Manhattan.



