Non ci sono soltanto le sirene di omerica memoria, simili a loro sono le melusine, sirene dalla coda doppia di pesce o di serpente. Queste hanno sicuramente sembianze di donna, appaiono come perfette donne e possono anche avere rapporti intimi con uomini e sposarsi, purché sia loro concessa una stanza dove poter restare non viste durante il giorno o la notte del sabato.
Le prime notizie risalgono al medioevo. Le leggende popolari ce le descrivono come esseri realmente esistenti, creature dei boschi, che hanno qualche parentela con le fate e le sibille. C'è una favola che racconta di Melusina come fata condannata alla metamorfosi.
La loro rappresentazione è presente anche nell'araldica e stretto sembra essere il loro legame col casato di Lusignano. Potrebbe essere la Melusina a dare forza e ricchezza al casato, purché non sia mai violato il tabù.
Oggi sicuramente qualcuno potrebbe collegare questo mito medievale con una delle più note teorie complottistiche che attribuisce alle più importanti famiglie regnanti un'origine oscura, associata a una ibridazione coi rettili. Già nel medioevo le leggende vedevano nella parte serpentina delle melusina la traccia di una filiazione diabolica.
(...) Il cavaliere vede Melusina la sposa
sciogliersi dalle candide lenzuola che la stringono
scuoterle con violenza e gli occhi
cambiano subito di colore, da azzurri
diventano verdi, poi gialli
e le pupille rotonde ora sono fessure,
e la lingua si divide, biforcuta,
era rosea, è grigia e sibilante,
Melusina si getta sul pavimento e striscia
mentre striscia le crescono le ali, mentre si inarca
sulle ali piume multicolori, leggere e potenti,
e il corpo perde le squame, s’illumina dall’interno
come una medusa risplende nell’acqua,
Melusina si solleva e la finestra si spalanca,
buca la notte con un volo teso
e vola tre volte intorno al castello,
si orienta come un migratore,
un cigno quando torna all’equatore
ai primi segnali dell’inverno,
adesso punta dritta nella valle
e l’attraversa e scompare dietro le colline.
Melusina volando sa del tradimento,
è trafitta dal patto infranto,
sa che non può tornare tra gli uomini,
che più non sarà donna visibile,
e il cavaliere ha paura e siede ripiegato su se stesso
stupefatto, pietra gelida all’alba,
e la febbre comincia a salire, e scotta
e trema...
[dal poema di Antonio Porta - Melusina]
La donna serpente evoca la tentazione di Eva, ma credo che in essa vi sia una valenza psicologica, una ancestrale paura maschile dell'aspetto animalesco e selvaggio della femminilità. Non sembra essere casuale la contemporaneità delle leggende con l'epopea cavalleresca legata alla poetica dell'amor cortese. Un legame che ben si coglie nel poemetto di Antonio Porta. Le fanciulle e le dame dei romanzi cavallereschi traggono la loro purezza quasi angelica da ciò che le melusine nascondono.
La melusina non è una sirena, non proviene dal mare, non è una figura chimerica generata dalla commistione come avviene nei centauri e nella sfinge, la melusina ha la coda doppia perchè ricalca la forma reale delle gambe che probabilmente mantengono sempre il loro normale aspetto di gambe umane. Le leggende ci fanno capire che non c'è alcun innesto, nessuna metamorfosi, c'è solo il segreto femminile che non può essere compreso e quindi deve restare celato.
La melusina non vive tra gli scogli di isole lontane, viene sempre rappresentata semimmersa in una vasca o un una tinozza. In queste rappresentazioni c'è l'elemento domestico e le normali abluzioni di un bagno, ma è come il bagno di Diana che nessun uomo può vedere, come il bagno di Susanna. La melusina è un simbolo arcano del femminile e il suo mito dice il vero quando attribuisce alla melusina la forza e la ricchezza di cui può godere un cavaliere.
Altre informazioni sulla Melusina nel sito il Dialogo
Talvolta le melusine sono rappresentate come esseri alati, possono volare e scomparire per sempre. Tale elemento potrebbe sembrare in contraddizione con l'interpretazione appena suggerita, ma si può facilmente spiegare in chiave psicologica. L'uomo non teme solo di scoprire la natura animalesca dietro la leggiadria femminile, l'uomo teme anche la volubilità della donne, la loro capacità di pensare senza seguire il filo della logica, come svolazzando di palo in frasca ed è il loro più grande timore vederle volar via con decisioni misteriose e irrevocabili. Capricci della femminilità.

