23.12.16

La congiura degli ermetisti

Cristina di Svezia
Tra i primi post di questo mio confusionario blog uno era dedicato a Nicolò Copernico, lo studente polacco arrivato a Bologna nel 1496. La sua teoria spianò la strada all'opera di Galileo e di Keplero. L'inizio della scienza moderna. 

Giovanni Keplero, nacque trent'anni dopo la morte di Copernico, oltre che matematico e astronomo era un teologo protestante, allievo di Tycho Brahe, apparteneva a quel mondo germanico che fu sconvolto dalla sanguinosa guerra dei trent'anni, una guerra combattuta da cattolici contro protestanti. E' sorprendente scoprire che Giovanni Keplero riuscì a portare avanti i suoi studi copernicani, negli stessi anni in cui la chiesa cattolica processava come eretico Galileo, grazie ad un cannochiale che gli era stato donato da padre Niccolò Zucchi, sacerdote cattolico, gesuita e confessore di papa Alessandro VII°. L'incontro avvenne a Praga e sembra la storia di un tradimento compiuto ai danni della Chiesa cattolica. 

In quegli stessi anni una donna percorreva il cammino in senso opposto. Era la giovane Cristina, regina di Svezia, figlia del sovrano che aveva guidato gli eserciti protestanti nell'infuriare della guerra dei trent'anni e vi aveva perso la vita. Cristina era curiosa e intelligente, aveva rifiutato di sposarsi, coltivava amori saffici e accoglieva personaggi illustri come Blaise Pascal. Quando decise di abdicare annunciando la sua conversione al cattolicesimo aveva solo 28 anni. Intraprese un avventuroso viaggio dalla Svezia all'Italia travestita da uomo con la falsa identità di Conte di Dohna.

Al suo arrivo a Roma, il 23 dicembre 1655, dove giunse su una lettiga progettata da Gian Lorenzo Bernini, fu accolta in modo trionfale. I festeggiamenti durarono 44 giorni e ancora oggi sulla Porta del Popolo si legge una scritta in ricordo dell'evento: «Felici faustoque ingressui»

L'ex Regina di Svezia ricevette i sacramenti in San Pietro dalle mani di Fabio Chigi, Papa Alessandro VII°. I cantieri per la costruzione della maestosa Basilica di San Pietro s'erano chiusi da decenni, ma la piazza doveva essere ancora completata e per questo l'incarico fu affidato a Gian Lorenzo Bernini. 

Cristina di Svezia si insediò a palazzo Farnese che era appartenuto al duca di Parma e che si trovava di fronte alla chiesa di Santa Brigida, un'altra donna svedese che aveva scelto di risiedere a Roma. In quegli anni Margherita Duchessa di Parma, figlia dell'Imperatore Carlo V° e moglie di Ottavio Farnese, era nelle Fiandre, ma al suo ritorno nel 1582 fece costruire un palazzo nel suo feudo abruzzese, ad Ortona dove Santa Briguda s'era recata in pellegrinaggio.

Nel palazzo Farnese di Roma la giovane Cristina aprì un'Accademia Reale che in seguito divenne  Accademia dell'Arcadia, a cui partecipavano letterati, musici e teatranti che l'ex sovrana svedese intratteneva in discussioni intellettuali. 

Vent'anni prima del suo arrivo era fuggito da Roma il monaco domenicano Tommaso Campanella, conosciuto anche col nome di Settimorano Squilla. Era un frate eretico, aveva subito molti processi e aveva trascorso molti anni segregato in prigione. Il suo libro La Città del Sole conteneva l'idea di una società di tipo quasi socialista. Il frate domenicano raggiunse Parigi dove annunciò al sovrano la nascita di un erede che sarebbe stato il re Luigi XIV°, noto anche come Re Sole

C'era già stata una Città del Sole, l'avevano costruita gli antichi egizi col nome di Eliopolis. Aveva al centro un grande obelisco, fulcro del culto solare. Quell'obelisco fu portato a Roma e fu posto al centro del colonnato di Piazza San Pietro, dove si trova ancora adesso, nella piazza che Gian Lorenzo Bernini disegnò in forma ellittica ricalcando quella delle orbite planetarie calcolate da Giovanni Keplero. Se non è una coincidenza si potrebbe sospettare che nella Roma che aveva mandato al rogo Giordano Bruno c'era una segreta intesa tra studiosi di varia provenienza che non credevano più nelle teorie geocentriche. Per loro la verità era quella che possiamo ammirare nella scultura di Bernini col sole nella mano destra e un piede che schiaccia la terra. Erano i seguaci delle dottrine ermetiche importate in Italia da Marsilio Ficino. 

 
Ma tutta questa storia ce la racconta anche Sandro Zicari nell'intento di rintracciare il legame tra i vari personaggi che percorrevano l'Europa ed erano depositari di conoscenze che dovevano restare riservate perché di origine pagana. Nel 1459 a Firenze venne istituita l'Accademia Neoplatonica con lo scopo di riportare alla luce la sapienza filosofica degli antichi greci ma si ispirava anche al ritrovamento del Corpus Hermeticum, i quattordici libri recuperati in oriente da Leonardo da Pistoia. Probabilmente erano appartenuti a a Michele Psello, il consigliere dell'imperatrice Eudocia di Costantinopoli. Leonardo da Pistoia consegnò i libri a Cosimo de' Medici che incaricò Marsilio Ficino di tradurli dal greco al latino. Il lavoro fu completato nel 1463.

Il 1463 è la data che possiamo considerare come inizio dell'epoca dei maghi, tutti in vario modo riconducibili alla tradizione ermetica: Marsilio Ficino, Pico della Mirandola, Leonardo da Vinci, Tommaso Campanella, Giordano Bruno... Il nome di Leonardo potrebbe condurci anche su altre piste, verso altri signori, altri artisti e un altro personaggio proveniente dal magico oriente: Giorgio Gemisto Pletone.