Le sirene erano mostri marini. Omero ci racconta la potenza del loro richiamo, ma non ce ne fornisce una descrizione. Ulisse, legato all'albero della sua nave, implorò i compagni e li minacciò desiderando la propria rovina mentre era soggiogato dal canto irresistibile di quelle creature, ma non sappiamo cosa vide. Un'anfora del 480 a.C. le raffigura come grandi uccelli che forse avevano un aspetto spaventoso.
L'idea dele sirene alate viene ripresa da una tela realizzata nel 1891 da John William Waterhouse.
Lo stesso artista poi seguì il modello già diffuso nell'arte romantica.
I rematori avevano le orecchie tappate ma le vedevano senza provare alcuna attrazione.
Nel dipinto di Herbert James Draper (1909) le sirene che abbordano la nave di Odisseo sono graziose fanciulle. Lo sguardo di Ulisse è stravolto, ma la cosa più interessante riguarda il modo con cui l'artista risolve il mistero delle loro fattezze. Si può notare che solo quella più in basso, ancora parzialmente immersa nell'acqua, ha la coda di pesce, mentre le altre, ormai comletamente emerse, hanno gambe perfette gambe. Dunque c'è una mutazione che si compie istantaneamente nell'uscire dall'acqua.
L'idea potrebbe essere stata suggerita da un'opera di Waterhouse datata 1900. Una deliziosa sirenetta seduta su uno scoglio ha le ginocchia ben separate. La pelle delle gambe assume l'aspetto squamoso solo dove batte l'onda.
La graziosa sirena non ha nulla di inquietante o di minaccioso. Stringe a sé una lira che ci aiuta a immaginare la soave musicalità del canto.
In un altro dipinto del 1901 lo stesso pittore la ritrae (usando probabilmente la stessa modella) con una evidente coda di pesce fuori dall'acqua.
Le sirene non risparmiavano mai le loro vittime. L'incontro con le sirene rappresentava la morte. Quelle sirene che non riuscirono a rapire Ulisse e i suoi compagni si suicidarono e una di loro, che si chiamava Partenope, andò a spiaggiarsi sulle coste nei pressi di napoli, dove oggi si trova Castel d'Ovo. Il corpo della sirena diventò oggetto di meraviglia. Molti si recavano a guardare la straordinaria creatura e là diedero inizio all'insediamento che poi divenne la città di Napoli.
Ma che aspetto aveva Partenope? Forse era bella e con una grande coda simole a quella della bellissima sirena di John Collier (1909).
Anche Collier lascia la coda nell'acqua e riesce a suggerirci la potenza ipnotica della sirena attraverso l'immobilità della bambina. Per noi è difficile comprendere se la bambina in lontananza sia in pericolo.
Alcuni anni prima dei pittori che abbiamo citato l'austriaco Gustav Wertheimer faceva affiorare una bellissima sirena al centro di una scena tempestosa (1882). Tra la spuma delle onde vediamo le sue gambe perfette. E belle sono anche le mani che abbracciano il marinaio proteso verso di lei. L'abbraccio è sensuale e passionale. Il bacio è un trionfo di romanticismo.
Vent'anni prima il ritratto di sirena realizzato da Edward John Poynter (1864) aveva messo la lira tra le braccia della donna.
La sua era una dama con vesti e gioielli. Non c'è nulla di aminalesco o di acquatico. Ma anche Poynter è un romantico e qualcosa del mito delle sirene si ritrova in un altro dipinto intitolato "il dormiente incantato".
La figura femminile che sorveglia il pescatore ha un aspetto ambiguo, una grazia non rassicurante. E' sicuramente una sirena, anche se il pittore non vuol dircelo, ma non è la sirena del mito.
Più umanamente attraenti sono quelle che Sir Edward John Poynter colloca tra le ninfe.
Qui possiamo ammirare una ninfa di fiume intenta a pescare.
Altre ninfe Poynter le aveva immaginate nel 1903 in una caverna dove trovavano rifugio dalla tempesta.
Nel dipinto "Durante la bassa marea" Poynter ci mostra un'altra creatura meravigliosa in uno scenario di rocce e caverne. Non ha la coda di pesce, non suona la lira ma sembra voler ascoltare il suono del mare dalla cavità di una grande conchiglia.
Se è stata la bassa marea a lasciarla affiorare non può essere che una creatura marina, ma non sembra minacciosa, né pericolosa.
Torna ad essere acquatica e misteriosa la figura che vediamo in dipinto dell'artista da cui siamo partiti, Herbert James Draper (1910). Il titolo del quadro è "Pesci volanti", ma cosa dire della donna che cerca di catturarli?
Possiamo chiudere questa rassegna di sirene con la fanciulla catturata nella rete dei pescatori nella tela che Draper intitola The sea maiden (1894).
La creatura marina catturata nella rete appare molto spaventata, ma non sembra pericolosa. E' uno sorprendente regalo del mare ai marinai di cui l'artista non ci svela la natura.
Collier ce le raffigura in una gara di nuoto coi tritoni














