10.10.14

Maria Maddalena

La Maria Maddalena dipinta da Piero Di Cosimo, sul finire del XV° secolo, è un'opera straordinariamente moderna e affascinante. 

La figura femminile che impersona la Maddalena somiglia alla Venere di Botticelli: i lunghi capelli ondulati, il collo lungo e sottile, i tratti del viso. Forse si tratta della stessa modella, Simonetta Vespucci, che fu musa ispiratrice di Sandro Botticelli e posò per varie opere di Piero Di Cosimo e di altri pittori. Con un diverso abbigliamento Simonetta Vespucci sarebbe stata una modella perfetta anche per Mary Quant. Possiamo immaginarcela in posa su una potente motocicletta come Francoise Hardy oppure in equilibrio su una Graziella come Brigitte Bardot. Ma non è soltanto la bellezza elegante della modella a rendere straordinaria questa immagine. 

Maria Maddalena viene solitamente rappresentata ai piedi del Gesù risorto, viene usata come simbolo della prostituta redenta, ma lei non fu mai una prostituta. L'equivoco nasce da una forzatura con cui alcuni hanno voluto far coincidere Maria Maddalena con la meretrice che unge con prezioso profumo i piedi di Gesù in casa di Simone il fariseo. Altri hanno voluto identificarla con un'altra Maria, sorella di Marta, che viveva a Bethania.

Le letture più attente dei vangeli evitano queste confusioni. Maria Maddalena è citata espressamente tra le donne che finanziavano la missione di Gesù (Luca 8,2), dunque una donna ricca che sapeva amministrare personalmente il proprio patrimonio, probabilmente dotata di una istruzione non comune tra le donne del suo tempo. Il suo appellativo potrebbe non essere legato alla località di nascita (Magdala), bensì alla provenienza aristocratica (magdal in ebraico significa torre - migdal in aramaico) come lo stesso San Girolamo sembra confermare. Ben poche famiglie potevano di diposrre di una residenza di tanto rilievo.

Nel ritratto di Piero Di Cosimo si vede il piccolo contenitore dell'unguento che rimanda all'unzione. Le sacre scritture ci dicono che Maddalena fu presente alla crocifissione, mentre tutti gli apostoli erano fuggiti, e si recò al sepolcro con gli unguenti (Matteo 28,1 - Marco 16,1). L'unzione non è soltanto un rito funerario, è anche il cerimoniale per la consacrazione sacerdotale. Questo fa pensare che Maddalena fosse una sacerdotessa. Tra gli esseni era possibile che anche le donne avessero accesso alle funzioni sacerdotali. Il dipinto ce la mostra con un libro tra le mani che mette in evidenza la sua elevata istruzione e la sua capacità di far comprendere anche agli altri il senso del messaggio evangelico. 

Gesù, misericordioso, rispose a Maria: - Tu beata, Maria. Ti renderò perfetta in tutti i misteri di quelli dell'alto. Parla apertamente tu il cui cuore è rivolto al regno dei cieli più di tutti i tuoi fratelli» (Pistis Sophia - cap 17).

Maria Maddalena era sicuramente la discepola prediletta di Gesù, apostola degli apostoli. Nel vangelo apocrifo di Filippo è detta anche sua sposa (v.32 e v.55). Tuttavia sarebbe meglio non pensare ad un matrimonio di tipo comune, finalizzato a formare una famiglia con figli, benché qualcuno abbia voluto suggerire anche questa possibilità, inoltre il vangelo di Filippo afferma anche che il Maestro la baciava sulla bocca, ma tra loro c'era più probabilmente un'intesa spirituale e forse la trasmissione di una dottrina iniziatica da cui ebbe origine la tradizione delle tre marie che lasciarono la Giudea insieme a Giuseppe d'Arimatea per raggiungere la Camargue dove fondarono una comunità basata sui veri insegnamenti del Maestro, non su quelli degli apostoli che l'avevano frainteso e tradito e neanche su quelli poi imposti da Paolo di Tarso alle comunità cristiane con l'ordine di escludere le donne dalle funzioni sacerdotali.

Nella storia dell'arte è nota la tendenza a raffigurare con caratteri femminili l'apostolo che siede accanto al Maestro nell'ultima cena (e non solo nella rappresentazione leonardesca), ma forse non molti sanno che alcuni riconoscono nella Maddalena anche l'autore innominato del quarto vangelo: l'apostolo che lui amava.

La contraddizione tra il quarto vangelo, che sembra riferirsi ad un discepolo maschio, e i vangeli gnostici, secondo cui l'"amato discepolo" era una donna, si può spiegare, secondo Raymond Brown, per una scelta degli gnostici influenzati dalla figura di Maria Maddalena in quanto annunciatrice della resurrezione di Cristo. Invece Ramon Jusino ritiene che l'autore del Vangelo secondo Giovanni sia proprio Maria Maddalena; dopo la sua morte ci fu uno scisma nella comunità col conseguente allontanamento degli gnostici e il ruolo della Maddalena fu sminuito e in parte nascosto perché, col prevalere degli insegnamenti paolini, diventava inaccettabile che una donna fosse a capo di una comunità. Alcuni studi in tal senso sono stati condotti anche da Elaine Pagels

Dan Brown col suo romanzo "Codice da Vinci" ha dato una diffusione mondiale alla leggenda che vorrebbe Maria Maddalena moglie di Gesù e madre dei suoi figli. Non so cosa sia più oltraggioso per un buon cristiano, se l'idea di una sessualità vissuta dal falegname di Nazareth o quella di una stirpe originata da lui. Credo comunque che Dan Brown non abbia svelato segreti reconditi, verità nascoste dalla Chiesa e tramandate da logge di iniziati, ha solo riciclato un'ingegnosa elaborazione di tre scrittori francesi: Baigent, Leigh, Lincoln.  

Con ciò non vorrei sminuire il ruolo che la Maddalena ebbe nel gruppo dei discepoli, che fu un ruolo di primo piano non ce lo dicono solo i vangeli gnostici. Lei fu l'unica persona sicuramente presente alla crocifissione, probabilmente in compagnia di altre donne, come attestano Luca e Matteo, piuttosto improbabile la presenza della madre di Gesù che viene nominata solo dal vangelo del presunto Giovanni. Ma se a scrivere quel vangelo fosse stata davvero Maddalena, allora le cose cambiano, diventa possibile che la Madonna si accompagnasse alle altre donne e che gli altri evangelisti non ne fossero a conoscenza attingendo prevalentemente dai racconti degli apostoli.

Guido Ceronetti ci ha segnalato un dipinto custodito nel museo di Bolzano in cui Maria Maddalena è assunta in cielo, tra gli angeli. Il commento di Ceronetti potrebbe apparire insolente: "Non è meravigliosa l'assunzione di una Vergine, ma quella di una puttana".   

I trascorsi immorali di Maddalena sono frutto di un'identificazione sbagliata della persona e credo che Ceronetti lo sapesse, sapendo anche però che Gesù di Nazareth non condannava le adultere e neanche le puttane che anzi elogiava pubblicamente il loro aver molto amato.

Egli entrò nella casa del fariseo e si mise a tavola. Ed ecco una donna, una peccatrice di quella città, saputo che si trovava nella casa del fariseo, venne con un vasetto di olio profumato; e fermatasi dietro si rannicchiò piangendo ai piedi di lui e cominciò a bagnarli di lacrime, poi li asciugava con i suoi capelli, li baciava e li cospargeva di olio profumato. (...) Per questo ti dico: le sono perdonati i suoi molti peccati, poiché ha molto amato. Invece quello a cui si perdona poco, ama poco.  (Luca 7,36-47 )

L'idea di una assunzione in cielo di Maria Maddalena mi fa pensare piuttosto a qualcosa che potrei definire con parole tipiche del linguaggio orientale: forse riuscì anche lei (unica tra tutti?) a raggiungere quello stato di illuminazione che potrebbe corrispondere alla vera "salvezza".

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Nel quadro di Piero Di Cosimo, realizzato negli stessi anni in cui Leonardo dipingeva a Milano l'affresco dell'"Ultima cena", c'è un dettaglio intrigante: il foglietto piegato. A cosa allude? 

Piero Di Cosimo è un artista non molto noto a cui viene attribuito un "genio astratto e difforme" che probabilmente si accompagnava ad una vasta erudizione unita ad interessi non comuni di cui forse è testimonianza il dipinto sul "Bruciamento dei libri degli Albigesi".