7.10.14

Le veneri barocche

Oggi no, non potrebbero essere simbolo di suprema bellezza, invece Rubens per le sue veneri sceglieva sempre modelle formose, abbondanti, con adiposità evidenti e non senza cellulite.

Ancor meno bella è la sua Venere in pelliccia o la Venere seduta all'aperto con Cupido. Alle veneri di Rubens manca perfino quella voluttà che si coglie in altre opere dello stesso pittore:  il rapimento di Orizia o quello delle figlie di Leucippo.


Era il gusto barocco. Tuttavia basta qualche confronto per vedere che c'erano anche allora diverse tendenze.






Rubens - venere allo specchio (1614)
Venere con organista - 1550 - Tiziano Vecellio

Venere di Urbino - 1534 - Tiziano Vecellio

Venere dormiente - 1511 -     Giorgione
Sembra che le raffigurazioni della Dea dell'Amore abbiamo ben poco di erotico. Sono pudiche, algide. Rubens ha dipinto una Venere frigida con un piccolo Eros che sembra incupito.

Rubens - Venere frigida
L'età barocca sembra incapace di rappresentare il trionfo di bellezza che Sandro Botticelli aveva saputo illustrare nella sua "Nascita di Venere" del 1486 a cui dedicherò un prossimo post.

Lambert Sustris - 1560
Degna di contemplazione, se non proprio di venerazione, è la Venere di Sustris. Il pittore olandese aveva fatto vari tentativi di imitazione delle veneri adagiate, ma l'unica che riesce perfettamente è questa atletica Afrodite che gioca coi colombi pensando chissà cosa.

Uno dei capolavori fotografici di Patrick Nicholas ha scelto la Venere dormiente di Giorgione e le ha regalato una bicicletta.


A questa piccola collezione di Veneri barocche devo aggiungere una fantastica Luisa Ranieri

Luisa Ranieri però non è barocca, non è una modella "curvy", non esprime l'opulenzadelle veneri di Rubens. Lei è una bellezza perfettamente equilibrata. La tipica bellezza italiana. E' l'Italia. E' una Monna Lisa.

Per restare nel solco delle veneri barocche dovrei accompagnarvi tra le grandi e morbide forme delle modelle full-size.


La più celebrata è Ashley Graham, ma credo che Rubens le avrebbe preferito l'australiana Stefania Ferrrario (c'è bisogno di aggiungere che ha anche origini italiane?)

Stefania si offre all'obiettivo dei fotografi sempre molto truccata, talvolta in acconciature da pin-up o al limite del burlesque, perciò non è facile immaginarla nella naturalezza di Afrodite, ma in lei si ritrova tutto lo splendore di cui riescono a ubriacarci le opere di Rubens.