1.10.14

Il concorso di bellezza

Franz von Stuck:  Athena, Afrodite, Hera
Per comprendere la bellezza e il mistero del fascino femminile il mito ci regala la storia del primo concorso di bellezza. 

L'occasione fu data dalle nozze di Peleo con Teti (la nereide che poi avrebbe fondato in Abruzzo la città di Teate, odierna Chieti). Alla festa di quei due sposi che diventeranno poi i genitori del furioso Achille, non fu invitata la divina Eris, figlia della Notte, sadica seminatrice di discordia, nota anche come Signora del Dolore. La sua subdola vendetta di Eris fu quella di scegliere Paride come arbitro di una contesa tra le più affascinanti signore dell'Olimpo. Premio per la più bella sarebbe stato un "pomo d'oro" che forse era un pomodorino d'America. Dicono che l'avesse preso nel Giardino delle Esperidi, ma non escluderei che il mitico giardino potesse trovarsi oltreoceano.

Il primo e ineguagliabile concorso di bellezza non si svolse in modo regolare perché ciascuna delle tre candidate tentò di corrompere l'arbitro:
Hera (la Giunone dei latini), moglie di Zeus e regina dell'Olimpo, oltre che madre della perfida Eris, era portatrice di abbondanza e la sua promessa fu quella di renderlo ricco e potente;
Athena (Minerva), figlia di Zeus e di Metis, gli promise la sapienza con cui avrebbe potuto vincere ogni prova e raggiungere il massimo successo tra gli uomini;
Afrodite (Venere), figlia di Zeus e di Dione, offrì al giovane Paride l'amore della donna più attraente del mondo, Elena, altra figlia che Zeus ebbe da Leda.  

La scelta dunque non fu un giudizio estetico. Paride si trovò a valutare il proprio destino che avrebbe potuto indirizzare verso la ricchezza, l'astuzia o il piacere. Oggi si direbbe: soldi, sesso o successo. Paride scelse Elena, la scelse per sé, lasciandoci senza risposta riguardo ai tre archetipi della femminilità.  Non sapremo mai come dev'essere la donna perfetta, la bellezza ideale. Molti artisti si sono ingegnati nella ricerca. Sembra che ognuno finisca, come Paride, per essere catturato da una propria limitata visione.

Nel risvolto di questo post vedremo alcuni esempi.


Le tre grazie di Rubens

Rubens
 
Pieter Paul Rubens - Il giudizio di Paride






Sembrano quasi gemelle le tre Dee, come le tre Grazie, di gusto barocco del pittore fiammingo.
Con altri pittori cambia il gusto ma non l'uniformità del modello.

Sandro Botticelli


Carlo Maratta

Marcantonio Franceschini





Luca Cranach

Enrique Simonet - 1904
Questa curiosa tendenza a ripetere che è gioco di specchi, ma anche fissazione ipnotica, la ritroviamo in un'opera fotografica che a me piace tantissimo.

Patrick Richmond Nicholas - 1998
Una sola modella in tre diverse pose tra vari modelli di Lambretta dentro un garage simile a una caverna. Lo scooter come equivalente del cavallo, delle pecore e delle capre visibili nei dipinti precedenti.

Le ninfe e le fate che un tempo facevano le loro apparizioni tra boschi e ruscelli, ora appaiono come calendari appesi alle pareti fuligginose dell'officina e qui prendono corpo davanti all'obiettivo del fotografo.

La Lambretta ha una grazia misteriosa che sottolinea la grazia femminile. Applausi!