29.12.22

E' morto il Re e anche il Papa

Pelè, era il re del pallone. 

Se noi uomini avessimo conservato la consuetudine di eleggere Sovrano il primo tra i campioni, come  accadeva al tempo degli antichi eroi, il Re sarebbe lui: Edson Arantes do Nascimento. Se invece gli uomini avessero scelto di dare lo scettro al più mite o al più saggio, il Re sarebbe sempre lui.

Nel giorno della sua scomparsa all'età di 82 anni, il commiato arriva dai grandi campioni del calcio, come Sandro Mazzola e Gianni Rivera, ma anche dai grandi della terra, i presidenti americano e russo.

Il lampionaio non ha mai visto una partita di calcio perciò preferisce ricordarlo qui con questa foto in cui compare con la sua chitarra da cantante, perché Pelè è stato anche questo. Accanto a lui c'è Diego Armando Maradona, l'altro campione che diventò il Re di Napoli, la città scelta come patria anche dall'anarchico Bakunin.

 

Sandro Mazzola : «Tutti noi lo guardavamo con stupore. (...) Possiamo dirlo, per tutti noi era un Dio (...) Qualcosa di incredibile, mai visto uno come lui.  (...) Pelé è stato il migliore di sempre».  Gianni Rivera : «Stasera è mancato il mio amico Pelè, che ho sempre considerato il più grande di tutti i tempi».  Roberto Boninsegna : «Ricordo che in pratica sul primo gol è andato in cielo a colpire la palla». 

Per uno strano caso ora è morto anche il papa. Così mentre il Brasile è in lutto per il re e in tutti gli stadi del mondo gli viene tributata l'ultima acclamazione, a Roma i fedeli rendono l'estremo saluto al Papa tedesco, Benedetto XVI°.

Per la prima volta muore un papa e non se ne fa un altro.

I cattolici hanno già il suo successore, il gesuita venuto dalla fine del mondo. La morte di Joseph Ratzinger è quella di un pontefice ormai in pensione da quasi dieci anni, eppure nel mondo cattolico c'è anche una corrente contraria a questa interpretazione. Alcuni sostengono che Benedetto XVI° non ha mai rinunciato al suo ruolo di "Sommo Pontefice".
Nella sua declaratio, pronunciata in latino la mattina dell'11 febbraio 2013, avrebbe rinunciato al ministerium (esercizio attivo delle funzioni) e non al munus (titolarità del soglio pontificio). Perciò Benedetto XVI°  ha mantenuto la veste bianca, ha continuato ad usare il sigillo papale, ha affermato che anche dopo la sua rinuncia la chiesa aveva un solo papa (evitando di chiarire quale fosse) e alla domanda di un giornalista che, in relazione alla strana profezia di San Malachia, gli chiedeva se lui non potesse essere l'ultimo papa, invece di rispondere che il suo successore era già stato eletto, disse: "tutto è possibile". 

 Se Jorge Mario Bergoglio, eletto come Papa Francesco nel 2013, non era diventato il nuovo Pontefice, ma solo un delegato all'amministrazione del Vaticano, potrà diventarlo ora per una sorta di successione ereditaria?