Credo che il mio post di ieri si possa capire meglio con qualche esempio. Nel post cercavo di descrivere il sessismo. L'accusa di sessismo è ormai un'arma usata dal neo-femminismo per imporre una visione puritana e sessuofobica della vita, una visione che ha poco in comune con le giuste rivendicazioni di emancipazione femminile delle vere femministe. Ecco, ho già detto qualcosa che non si dovrebbe dire, ho espresso un'implicita preferenza per un certo tipo di femminismo, un giudizio che tradisce la posizione maschile, quindi sono già esposto all'accusa di maschilismo. Esprimere un giudizio tipicamente maschile è maschilismo, che è peggio di sessismo, fa rima con patriarcato, con oppressione, con violenza... Allora, per rendere più comprensibile il mio punto di vista, vi farò ascoltare alcune donne.
Cominciamo con Michela Giraud e Velia Lalli.
Valeria Pusceddu tocca direttamente la questione del femminismo.
Chiara Becchimanzi che ci racconta senza troppi drammi le cattiverie subite a scuola che sono fortemente sessiste. Ma anche lei, come Velia e Michela, è una donna forte e libera. Non ha bisogno di codici, giudici e carabinieri.
Finora abbiamo lasciato la parola a donne che si presentano in chiave comica. Ora concludiamo con una donna che esamina il sessismo in modo serio e diretto. Prendete appunti, parla Irene Facheris.
