2.3.19

Quattro chiacchiere col dottore

Una conferenza a Camogli, due anni fa. Ve la consiglio. E' come passare un'oretta a chiacchierare con un amico, che è anche un dottore. Si chiamavano così i medici, era un titolo riservato ai medici. Lui ci dice cose che forse sappiamo già, che lo smartphone piace a tutti, ma proprio a tutti e forse èquesto il problema. C'è il wifi, ma se ve parlate è mejo. Poi ci racconta la tragedia comica dello smartphone per arrivare a Brescia. E quella campagna pubblicitaria della IBM, tanti anni fa, a cui rispose una campagna della Apple. Il gusto della conversazione, del parlare di niente col benzinaio. E' la vita, come quella che Luciano Ligabue consuma nel bar di Mario, come il napoletano amico della signora Rinascente di cui parlava Luciano Di Crescenzo, come Francesco Nuti che col barista a discutere se chi tace acconsente oppure sta zitto. Gli gnocchi non stanno sul Tomtom. La pasta De Cecco nella valigia. La pittura di Caravaggio. Una vita da mediana non avrebbe alcun sapore. Discutere non è un litigare. La bellezza della discussione con le idee che si scontrano. Fare fatica è importante. Il genitore-sherpa che porta lo zainetto e il genitore-catering con la lasagna calda. L'intelligenza artificiale non ha dubbi. Don Milani diceva cose scomode contro la guerra. Mangiare cioccolato fino alla nausea. La libertà di dimenticare lo smartphone sul comodino. Sono ricordi comuni e avrei potuto dire al dottore che anch'io arrampicandomi lassù, fino a Lago Vivo, tra farfalle e cavalli selvaggi, non avevo il telefono, neanche quello col filo. E anch'io ricordo i libri di migliaia di pagine. Che fatica! Che bella fatica!

Il video è incorporato nel rivolto della pagina, qui sotto.