8.2.20

La sulamita danza nel deserto


 

Il video di Hulya ci mostra una donna velata che viene indicata come zingara mora (dark gipsy) eppure guardatela, non è zingaresco l'abito che indossa e che la copre tutta. Il paesaggio è arso, desertico come quelli di alcuni scenari biblici. Potrebbe essere la Sulamita del Cantico. Sì, ci sono i cavalli e le carovani di zingari, c'è il suono della chitarra e una pioggia di stelle luminose, ma forse son proprio quelle scintille di luce a farci cogliere il legame segreto tra le zingare, la principessa del Cantico e le spose e le concubine del Re.

Perché il tuo amore inebria più del vino
È bello i tuoi profumi respirare
Il tuo nome è un unguento penetrato

[dal cantico dei Cantici che è di Salomone]  


Il Cantico dei Cantici è un enigmatico gioiello di poesia incastonato nella Bibbia. Un tesoro solitamente tenuto nascosto.

Ieri, durante il festival di Sanremo, con la sua consueta vivacità, Roberto Benigni ha voluto estrarlo dalle scritture e mostrarlo. L'ha fatto recitando i versi tratti da varie traduzioni, ma in molti passaggi era ben riconoscibile quella, altamente suggestiva, di Guido Ceronetti.

Ceronetti ci spiega che Sulamita è il nome della donna di Sunem o di Sollima, ma potrebbe essere anche il femminile di Salomone, quindi equivarrebbe a "Pacifica".

Forse nel Cantico si alternano due donne: la pastorella e la danzatrice. Non sappiamo quale delle due sia la Sposa che dorme.Ma il cantico è di Salomone, il Re inanellato che incatena, centinaia sono le donne che si son legate a lui.

Il video è girato in un zona desertica, non si vede alcun giardino, non ci sono piante, mentre il Cantico evoca profumi di frutti e di piante, un intero erbolario. La Sulamita cammina in un paesaggio dove tutto è riarso, come se il desiderio avesse bruciato ogni cosa, così come il sole ha bruciato la pastorella e ha annerito la sua pelle.
Non importa. Basterà lei sola a trasformare un deserto in un rigoglioso giardino.

Tu sei l’Oasi Sprangata
La Sorgente Turata
La Fonte Sigillata

La zingara nera copre il volto e non mostra nulla delle proprie bellezze muliebri perchè, come spiega Ceronetti, il velo è necessario, ci protegge dalla nudità perché dietro la nudità c'è l'orrore supremo, il punto estremo della sacralità, il niente.  


Nelle tue stanze fammi entrare o re
Dove godremo e avremo gioia insieme
Inebria il tuo amore più del vino.

Mi abbeveri di baci la tua bocca 

Nei miei vagabondaggi tra le pagine di internet ho trovato l'annuncio di una zingara che si fa chiamare Sulamita,  si qualifica consulente mistica e dice di essere figlia di Oxum, racconta d'essere vissuta per anni tra gli zingari perfezionandosi negli oracoli, nelle erbe, nei bagni, nelle simpatie e nella magia. Si dice anche specialista in casi d'amore. Dobbiamo crederle perché se fosse autentica la foto che illustra la sua pagina, sotto un simbolo simile alla presentosa abruzzese, ogni caso sarebbe già risolto, non serve altro.

Ne trovo anche un'altra con lo stesso nome biblico (o forse è la stessa che si presenta in altro modo, come tsara magica cigana). Si professa protettrice delle donne in gravidanza e delle  nascite difficili. Talento che possiede in quanto reincarnazione di una donna che morì di parto. Dice di essere un'autentica zingara nata tra la Francia e la Borgogna, viaggiando poi per molti anni in Spagna, in Italia, in Portogallo per arrivare all'Egitto e all' India. Sulamita porta nel cuore un po' di ciascuno di questi paesi da cui ha tratto il suo spirito vivace, la bontà e la generosità, ma non nega di custodire una rara genialità e d'esser capace di attacchi di furia.  

Qualcuno (ma non ci dice chi) l'avrebbe autorizzata ad entrare nell'aura dei non zingari, a  lasciare messaggi e compiere  opere di magia. I suoi incantesimi sono di solito fatti con la frutta e quasi tutta la sua sicurezza vi viene sepolta.

Sulamita ci svela anche un suo rituale per propiziare il parto: seppellisce con cura alcune uova crude nella terra di un vaso che sarà posto davanti alla porta di casa della donna incinta. Vi pone sopra diverse caramelle bianche e chiama diversi spiriti (ma devono essere spiriti zingari) per creare una corrente di forza. Le uova vengono raccolte quando la donna partorisce in pericolo; poi si rompono simboleggiando che sta rompendo tutto male in modo che nulla accada alla madre e al bambino.

La zingara Sulamita mi ha salutato invocando l'accoglienza della Grande Madre con auspici di salute, di pace e col segno del suo potere di zingara.
Optchá