1.12.16

Il rivoluzionario del treno

Alberto Perino è il principale portavoce del movimento No-Tav. Dovrebbero conoscerlo tutti perché ormai da trent'anni il TAV (Treno ad Alta Velocità da costruire tra Torino e Lione passando per la Val di Susa) è al centro di molte discussioni, ma in TV forse Perino non s'è mai visto. La TV per parlare di TAV preferisce farlo con chi non ne sa nulla. I giornalisti professionisti sono attenti soprattutto a non spiegare mai quali sono i veri motivi per cui tutta la Val di Susa è fermamente contraria alla realizzazione di quel treno.

Siccome la progettazione-costruzione delle grandi opere rappresenta un buon affare per molti, il treno s'ha da fare. Non importa come e quando, anzi se occorre più tempo è meglio, se ci sono ostacoli che rallentano i lavori si potrà lucrare di più, ma guai a parlare di ostacoli veri come l'inutilità, il costo esorbitante, i rischi da amianto e da uranio. No, si parla di terroristi no-tav, non sto scherzando, sono riusciti a trasformare una pacifica protesta di normalissime persone preoccupate della propria salute e della propria economia in una minaccia sovversiva, una rivoluzione armata di quelli che chiamano anarco-insurrezionalisti. A proteggere i cantieri di Chiomonte c'è la polizia, c'è l'esercito e ci sono denunce, ci sono processi, ci sono condanne. Probabilmente milioni di persone credono che i No-Tav siano la versione italiana dei guerriglieri comunisti fedeli agli ordini di Fidel Castro e Che Guevara. 

La voglia di soldi facili da sottrarre all'erario pubblico con grandi bidoni opere è riuscita a montare una vera guerra contro i pacifisti. Proprio così, la guerra contro chi una guerra non la farà mai. Non tutti sanno infatti che Alberto Perino prima di diventare uno dei protagonisti della resistenza contro il TAV è stato soprattutto un pacifista. Dal 1970 fu tra gli animatori del Gruppo Valsusino di Azione Nonviolenta (GVAN) assieme ad Achille Croce e a don Giuseppe Viglongo. Il GVAN ispirato alle idee di Gandhi promosse la protesta degli operai delle Officine Moncenisio contro la fabbricazione di armi. Pacifismo vero che portò Alberto Perino a sostenere la lotta degli obiettori di coscienza, i quali all'epoca rifiutando il servizio militare subivano condanne penali. Fu in quell'occasione che Perino fu processato per vilipendio alle Forza Armate e per istigazione alla disobbedienza.

Nel 1972 Perino fu arrestato insieme ad altri componenti del GVAN per un'invasione del campo di tiro al piccione. La loro non-violenza era totale, si opponevano anche all'uccisione di animali fatta per sport. Pensare che una persona così possa essere presentata all'opinione pubblica come un pericoloso terrorista è qualcosa di inverosimile. 

Negli anni di lotte Perino di botte ne ha prese. Nel 2012 durante una carica di polizia gli fu rotto un polso. Per le sue attività di contrasto ai cantieri è stato più volte minacciato, attraverso lettere minatorie e piccoli attentati. L'ostinazione politica a voler realizzare a tutti i costi un'opera inutile, dannosa, costosa e rifiutata dalla maggioranza dei cittadini ha generato una vera persecuzione con denunce, arresti e condanne.


Pericolosa terrorista No-Tav armata di crocifisso

Lo scrittore Erri De Luca, processato per alcune dichiarazioni

Alberto Perino

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2019 - L'arresto di Nicoletta Dosio con l'accusa di aver sollevato una sbarra stradale durante una manifestazione, dovrebbe far indignare tutte le persone di buon senso, invece genera, anche su Fanpage, commenti rivoltanti.

Nicoletta Dosio, 73 anni, incarcerata per la sua adesione ai No-Tav