Esclusa lei che sta seduta nel circolo di sedie, composta nella sua seducente grazia materna.
La mia segreta ammirazione potrebbe tradirmi, ma i lampi del suo sguardo fortunatamente mi schivano. Una beata armonia lunare lascia lampeggiare raggi di un sorriso luminoso, sincero nella sua pur non celata fierezza. Anelito e timore si rimescolano nel fondo dell'anima facendomi riscoprire ragazzino, preso dalle palpitazioni di una cotta. Bruciato vivo.
Solo con lo sguardo posso accarezzare le sue mani, la curva del collo, le onde dei capelli... Nulla poteva dirmi che non fosse già di un altro, ma non c'è... poi ho spiato sull'elenco sbagliando la sua data. Non sta nel tempo quieto della bilancia, l'ho ritrovata in quello dei pirati, dei serpenti e dei veleni. Ma ormai troppo tardi, quando il dolcissimo veleno dell'innamoramento mi aveva totalmente, irrimediabilmente stregato.
Nello specchio astrologico di Max Jacob trovo qualche ragione della lontananza o noncuranza che ferisce. Non fu così con l'inquieta ragazzona di Bologna, rapace e quasi dissoluta. Ma a lei volli sfuggire.
Lo specchio dice che donne di quel segno sono le più aspramente materne e sensuali. Ne trovo conferma. Non basta la matematica per penetrare i segreti della natura, occorre la lettura attenta dei gesti altrui per indovinare i segreti più riposti. Dice di saperlo fare. Senza però indovinare quelli più facili degli uomini, da cui sempre è rimasta delusa.
Dicono che sono crudele... Può darsi, signore... La gente mi infastidisce, vorrei che mi lasciassero in pace perché potessi scrutare in me stessa e trovarmi. Che cosa hanno da dire di me? Non sono forse stata sempre scrupolosa, onesta, perfino delicata? Ah! (...) Ma l'odio degli uomini, l'amore di cui nessun uomo è degno e tutta quella forza, la mia forza, che rimescola tutto, ecco la lucidità del mio giudizio...
Sempre implacabile nel giudizio e ferma nel comando.