20.8.16

Le ragazze ye-ye

 

Le hanno chiamate così, ragazze ye-yè, con un vezzeggiativo che richiamava l'intercalare di certe canzonette, ma era anche un modo per indicare qualcosa di molto frivolo, perfino sciocco. Eppure erano le muse della beat generation, le protagoniste di una straordinaria trasformazione dei costumi sociali generata da una spinta giovanile senza precedenti. Era una rivoluzione culturale avvenuta in un momento magico della storia umana, quel periodo di innovazioni scientifiche, tecnologiche ed economiche che va dagli anni '50 agli anni '70 del ventesimo secolo. 

La più citata, ormai diventata un simbolo delle ragazze ye-ye è la francese Francoise Hardy, bella come una maddalena, ma non proprio spumeggiante come vorrebbe la leggenda. Le sue canzoni sono velate da una certa malinconia. 

Tra le francesi c'erano anche autentiche dive come Brigitte Bardot e Jane Birkin, dobbiamo ricordare Sylvie Vartan e ancor più France Gall che vi invito a riascoltare nei video incorporati qui sotto. In Inghilterra c'erano le due ragazze.copertina, Twiggy e Jean Shrimpton, ma la voce era quella di Sandie Shaw, la cantante scalza. 

 

In Italia la più ye-ye di tutte è stata Rita Pavone, spumeggiante come un seltz, però ebbe un ruolo importante anche Caterina Caselli. Poi, negli anni settanta, la protagonista divenne la poliedrica Raffaella Carrà, ma non bisogna dimenticare una Hardy nostrana che fu Marisa Sannia.

FRANCE GALL

FRANCOSE HARDY

SYLVIE VARTAN

SANDIE SHAW

JANE BIRKIN

CATERINA CASELLI

RITA PAVONE

MARISA SANNIA

RAFFAELLA CARRA'

 

Sono tutte donne che facevano scandalo con la loro semplice presenza che imponeva una femminilità libera e prorompente, in forte contrasto coi modelli tradizionali. Le ragazze ye-ye  furono rivoluzionarie pur senza manifestare alcun impegno di tipo politico. Infatti non possiamo annoverare tra le ragazze ye-ye le muse intellettuali come Joan Baez e Juliette Greco.