5.1.16

Animali fantastici

Gli animali descritti nelle leggende, nei racconti e nelle antiche tradizioni, di cui però non è mai stata provata l'esistenza, vengono classificati come "criptidi". 

Secondo il wikipedia inglese nell'elenco vanno inclusi il Bigfoot , lo Yeti, il chupacabra, il Jersey Devil , il mostro di Loch Ness o Mokele-mbembe 

Da non confondere con gli animali fantastici.


 
Jorge Luis Borges ci ha regalato un Manuale di zoologia fantastica nel quale ci descrive con dovizia di particolari molti esseri mai esistiti, dunque fantastici. Sono diversi dai criptidi che potrebbero avere una reale esistenza, per quanto sia improbabile. Gli animali inseriti nel manuale borgesiano sono puramente immaginari, dalla Chimera alla Fenice, dal Basilisco al Bahanut, dall'Unicorno al Simurg, dall'Idra di Lerna all'Uroboros. 

La loro descrizione ci conduce in un mondo immaginario che oltrepassa le meraviglie del creato. Durante un viaggio in nave Borges incontrò Eugenio Montale e insieme conversarono anche di animali fantastici. Il poeta italiano fu sbalordito dall'immensa memoria e dalla vestissima erudizione del meraviglioso bibliotecario argentino. Anche nel suo Manuale di animali fantastici Borges ci sbalordisce presentandoci l'A Bao A Qu, un essere presente solo in una leggendaria leggenda che sarebbe stata ricordata dal capitano Burton in una nota alla sua traduzione delle Mille e una notte

L'A Bao A Qu non desta stupore solo per via del suo corpo incompleto, il suo colore indefinito, la sua luce vacillante, che fanno sospettare una reticenza dell'autore a volercene dare un'effettiva descrizione. La bestiola sta in fondo all'ultimo gradino di una scala a chiocciola che conduce sulla terrazza di una torre circolare, ma normalmente non è visibile poiché il corpo parzialmente formato è traslucido e resta abitualmente in uno stato letargico. A dargli vita potrà essere solo un visitatore che sale i gradini.
La vibrazione della persona che s'avvicina gli infonde vita, e una luce interiore s'insinua in lui. E il suo corpo dalla pelle traslucida comincia a muoversi. Quando qualcuno s'avvia per la scala l'A Bao A Qu si sveglia e sale afferrandosi all'orlo dei gradini e mettendosi quasi ai calcagni del visitatore. Ad ogni gradino il suo colore s'intensifica, la sua forma si perfeziona e la luce che irraggia si fa ogni volta più brillante.

All'ultimo gradino che conduce sulla sommità della Torre della Vittoria, da cui si gode il paesaggio più meraviglioso del mondo, l'A Bao A Qu potrebbe raggiungere la perfezione e risplendere pienamente, ma ciò non può accadere se colui che sale le scale non è un essere spriritualmente molto evoluto.
Quando l'uomo o la donna che lo resuscitano sono pieni di purezza, allora può giungere all'ultimo scalino, ormai completamente formato, e può irradiare la sua viva luce azzurra.
In tutti gli altri casi l'A Bao A Qu riuscirà ad arrampicarsi per una parte della gradinata, poi rotolerà giù, privo di sensi, all'allontanarsi del pellegrino e resterà nuovamente spento in fondo alla scala. Borges conclude avvisandoci che nel corso dei secoli una sola volta l'A Bao A Qu è giunto alla perfezione. Con questa allusiva istigazione l'incantatore argentino ci svela la vera natura dell'animale fantastico il cui lamento, appena percettibile, somiglia al fruscio della seta. Quel genere di fruscio che abbiamo sicuramente ascoltatp nei momenti di profonda solitudine, quando la nostra vita ci è parsa inutile e insensata e il nostro corpo privo di una forma completa e visibile. Allora abbiamo intuito fugacemente che non ci sarebbe stata in noi alcuna vita cosciente finché qualcuno non si fosse avvicinato.