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Mikolaj Kopernik aveva 22 anni quando arrivò a Bologna. Era orfano, veniva dalla lontana Polonia e aveva uno zio vescovo che gli pagava gli studi. All'Università di Bologna ebbe come maestri Antonio Urceo Codro, professore di eloquenza, e il ferrarese Domenico Maria Novara, professore di astrologia e astronomia. Gli studi giuridici a quel tempo comprendevano anche la conoscenza degli astri.
Il giovane Mikolaj si trasferì a Ferrara per frequentare i corsi di diritto civile e il 9 marzo 1497 cominciò a fare le prime osservazioni astronomiche. Erano passati pochi anni dal primo viaggio di Cristoforo Colombo nelle Indie. Nessuno aveva ancora capito che era stato scoperto un nuovo immenso continente, ma c'erano notizie di un mondo diverso da quello che s'era creduto. In quel periodo Leonardo da Vinci viveva a Milano e dipingeva l'affresco dell'Ultima Cena; Michelangelo Buonarroti era stato chiamato a Roma.
Il professor Domenico Novara spiegò al giovane studente polacco l'ordine delle sfere celesti che ruotano intorno al mondo e gli disse anche che qualcuno aveva cominciato a dubitare: forse la volta stellata non era un perfetto sistema di sfere concentriche; forse era solo un vorticoso abisso. Novara aveva appreso da Regiomontano (Johannes Müller da Königsberg) l'idea di un universo non geocentrico. Questi probabilmente ne aveva discusso con Georg von Peuerbach e avevano preso spunto dalle ricerche storiche di Nicola Cusano (Nikolaus Krebs von Kues und von Brixen).
L'autore del De docta ignorantia (il testo in cui si afferma che il sapiente, come Socrate, non è colui che possiede la verità, ma colui che conosce la propria ignoranza) poneva il socratico "sapere di non sapere" a fondamento della ricerca. In tal modo Nicola Cusano aveva riaperto la strada della ricerca filosofica e scientifica fino ad allora preclusa dalle verità rivelate nelle sacre scritture. Nella sua ricerca Cusano aveva recuperato l'idea di un universo infinito insieme a quella della identità degli opposti: il centro dell'universo non può essere la terra, ma è un punto ipotetico che coincide all'infinito con la sua circonferenza più lontana.
Queste idee erano il segno di una cultura che si liberava dai dogmi religiosi. Paradossalmente Cusano, che aveva studiato ad Heidelberg e si era laureato in diritto a Padova, era anche un ecclesiastico, divenne cardinale e duca di Bressanone, ma le sue sarebbero rimaste solo congetture filosofiche se non fosse arrivato a Ferrara quel giovane polacco che le trasformò nel disegno di un nuovo sistema planetario eliocentrico.
Copernico non subì alcuna persecuzione. La sua era solo un'astratta congettura. I problemi arrivarono dopo, quando Galileo Galilei e Giovanni Keplero pretesero di poter dare una dimostrazione della teoria di Copernico.