Se Kopernik aveva ragione il mondo non era il centro della creazione e non era nemmeno l'elemento più importante del creato. Le sfere celesti non erano le lanterne che Dio aveva posto ad ornamento del mondo. Nelle lontananze cosmiche c'erano altre lune ed altri mondi. L'universo cominciava ad apparire come una realtà sconfinata nella quale il nostro mondo era soltanto un piccolo pianeta che ruotava intorno ad una piccola stella tra miliardi di altre stelle. Così tutto l'umano modo di pensare cambiava.
La data di nascita dell'astronomia telescopica è stata fissata al 12 marzo 1610, quando fu pubblicato il Sidereus nuncius nel quale Galileo riportava le sue osservazioni e denominava i satelliti di Giove come "Medicea sidera" in onore della famiglia de' Medici di Firenze.
Galileo vendeva anche lo strumento per ripetere le osservazioni: il cannocchiale. Egli si procurava le lenti da maestri vetrai scegliendo con cura le migliori, talvolta le molava in proprio e le faceva montare nel tubo costruito incollando insieme listelli di legno avvolti in pelle decorata con fregi in oro. L'artigiano Marcantonio Mazzoleni, nel 1611 realizzò una sessantina di cannocchiali secondo le indicazioni di Galilei.
La lente usata nel primo cannocchiale è ora conservata nel Museo di Galileo a due passi dalla Galleria degli Uffizi di Firenze.
