Nata a Karlsbad, nel cuore della magica Boemia, tra Praga, Lipsia e Norimberga, in una residenza inclusa nella tenute della nonna materna, la principessa austriaca Hedwig von Szapáry di Windisch-Grätz.
Tutta l'area dei sudeti apparteneva al Terzo Reich e il padre di Maria Cristina, il barone Günther Hubertus von Reibnitz, oltre che uomo d'affari era un ufficiale nazista col grado di maggiore delle SS. Un nazista convinto, supponiamo, visto che entrò nel partito fin dal 1930, ma poi, sul finire della guerra accadde qualcosa e fu espulso. Non ebbe conseguenze penali dalla caduta del nazismo. Dopo la guerra tornò a dedicarsi al commercio di pellicce. Però il matrimonio fallì e la madre di Maria Cristina, contessa ungherese dal lungo nome (Maria Anna Carolina Franziska Walburga Bernadette Szapáry von Muraszombath, Széchysziget und Szapárcontessa) si trasferì in Australia insieme ai figli.
Maria Cristina fu educata nel Convento delle suore del Sacro Cuore e poi proseguì gli studi in Inghilterra presso il Victoria e Alberto Museum di Londra.
Nel 1970 sposò un banchiere inglese con ascendenze nobiliari, ma il titolo di baronetto spettava al fratello maggiore.
Il loro matrimonio durò solo tre anni. Altri anni trascorsero nell'attesa del divorzio e poi dell'annullamento del vincolo religioso.
Nel 1978 la graziosa baronessina boema trovò il suo principe azzurro, un principe vero, Michael di Kent, cugino della Regina Elisabetta d'Inghilterra.
Situazione complicata. Per sposare una donna cattolica (e per di più anche divorziata) il principe britannico dovette rinunciare ai suoi diritti di successione al trono d'Inghilterra, ma evidentemente Maria Cristina valeva più di un trono.
Si sposarono a Vienna con cerimonia civile poiché Papa Paolo VI° non aveva concesso l'autorizzazione al matrimonio, che fu poi concessa da Papa Giovanni Paolo II° e fu possibile celebrare un matrimonio con rito cattolico nel 1983, quando erano già nati i loro due figli, Frederick e Gabriella, che però furono cresciuti come membri della Chiesa anglicana in modo da conservare loro i diritti ereditari della corona d'Inghilterra.
Col matrimonio Maria Cristina acquisì il titolo di Principessa, come era stata la sua nonna autriaca, in più ebbe anche l'attributo ufficiale di Sua Altezza Reale.
L'altezza fisica a Maria Cristina non manca: 1,83. Una statura da valckiria. Per questo la regina parla di lei come la nostra Val. Forse non le manca neanche una buona dose d'alterigia.
Nella famiglia reale britannica Maria Cristina non può essere considerata una cenerentola, ma dovrebbe restare una parente acquisita, invece si sussurra che le piaccia vantarsi una nobiltà superiore a tutti gli altri. Non le basta il titolo ufficiale di Sua Altezza Reale, dice di avere "più sangue reale di ogni altro membro della famiglia reale".
Non lo dice per scherzo, lei ritiene che le questioni di sangue siano davvero importanti e che "i britannici dovrebbero avere più a cuore le linee di sangue". Lei sola tra tutti può vantare parentele con almeno 40 casate nobiliari. Inoltre vanta anche antenati comuni a quelli della Regina Elisabetta, tra i quali c'è Eleonore von Lobkowicz, passata alla storia come la "principessa vampiro".
Maria Cristina non è una vampira, tutt'altro. E' donna di mondo, ha lavorato come designer di interni ed esperta d'arte, ha scritto alcuni libri, cura un blog su Huffington Post e svolge conferenze in varie parti del mondo su questioni di storia delle famiglie reali, inoltre è stata più volte incaricata di rappresentare il Duca di Edimburgo o la famiglia reale in alcuni ricevimenti ufficiali.
La principessa ha un ruolo pubblico che le impone il rispetto del polically correct eppure intorno a lei aleggia il sospetto di un'alterigia carica di pregiudizi: la spilla del moro col turbante (Blackamoor) indossata per un incontro a cui sarebbe stata presente Megan Markle fu interpretata come una sottile provocazione razzista, e un po' di razzismo sarebbe emerso anche in altre occasioni, benché sempre smentito dalla diretta interessata. A un gruppo di commensali che facevano baldoria in un ristorante di New York, la principessa avrebbe rivolto l'invito a "tornare nelle colonie". Giudizi poco lusinghieri avrebbe espresso perfino nei riguardi di Lady Diana. Tutte dicerie che metterebbero in antipatia chiunque, ma non una donna di così superba bellezza a cui è impossibile non perdonare qualunque cosa.
La principessa Maria Cristina von Reibnitz di Kent ha scritto tre libri su temi storici che hanno anche risvolti piccanti:
- Regina in terra straniera. Vizi e virtù di otto grandi sovrane
- Le favorite. Cinque celebri cortigiane.
- Il serpente e la luna. Due rivali per l'amore di un re rinascimentale.
E' ben noto che le storie piccanti non possono mai mancare tra gli intrighi di corte, ma è ancor più intrigante se a raccontarcele è la più bella del reame, una donna affascinante che ancora oggi, nonostante l'avanzare dell'età, non manca di charme. Tra le storie di corte da raccontare in altri libri la principessa potrebbe trovare anche quelle che riguardano il suocero.
Sul ruolo politico del Duca restano alcune ombre legate al sospetto di accordi segreti coi nazisti, in particolare con Rudolf Hess. La sua vita privata è costellata di scandali per via delle numerose amanti che sceglieva sia tra attrici e cantanti (tra le quali anche la scandalosa Ethel Margaret Whigham, diventata poi Duchessa di Argyll), sia tra le donne aristocratiche (tra le quali anche la Regina Giuliana d'Olanda e una Maharani d'India), il Duca di Kent non si fece mancare neanche amanti di sesso maschile, sia prostituti, sia rampolli di famiglie reali. Nella biografia del Duca troviamo anche un legame con Kiki Preston, nota come "la ragazza dalla siringa d'argento", e forse fu lei ad iniziarlo agli abusi di droghe. Da lei si dice che ebbe anche un figlio e forse non fu l'unico a portare sangue reale negli ambienti più depravati di Parigi e di New York. C'è di tutto per un libro intrigante.




